venerdì 4 aprile 2025

 Edo e Galdino

“Se impari ad ascoltare più con il cuore che con le orecchie, scoprirai che all’origine di ogni fiaba e di ogni leggenda c’è una storia vera”. Tratto da LE LEGGENDE DELLA TIGRE di Nicolai Lilin - 2019 - Einaudi.

Salendo lungo la verde e incantevole Val Cavallina, in direzione del lago d’Iseo, si può raggiungere un altro lago più piccolo: il lago d’Endine che bagna i paesi di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago. Proprio sulle sponde di questo lago si erge un antico castello di origine alto medioevale, il cosiddetto Castello di Monasterolo. La struttura sarebbe stata ricavata da un monastero benedettino. Lo scopo della fortificazione era di fungere da supporto difensivo e da dispaccio agli uomini in armi, divenendo in seguito rifugio per la popolazione e poi una residenza. Proprio attorno al castello si narra una leggenda molto conosciuta da queste parti: la leggenda della Dama Bianca del Lago.
Tanti e tanti anni fa, si narra che esisteva un passaggio segreto e sotterraneo che collegava il Castello di Monasterolo con quello di Bianzano che si trova dall’altra parte del lago d’Endine. Non era un passaggio qualsiasi, come quello cui siamo abituati a pensare, ossia un cunicolo buio e umido pieno di pipistrelli, bensì era bellissimo, ricco di sale affrescate, in cui i nobili di un tempo tenevano le loro stanze. Fu proprio durante un gran ballo che una fanciulla di Monasterolo o di Bianzano, non c’è dato sapere…che conobbe un bel giovane valoroso. Lei se ne innamorò follemente e fu subito contraccambiata dal giovane. Ma come accadde per Romeo e Giulietta quell’amore non era ben visto dalle rispettive famigli, per cui i due giovani furono costretti a incontrarsi in gran segreto eludendo, dopo mille sotterfugi, i divieti e le proibizioni, poiché gli era stato persino vietato di accedere al passaggio sotto il lago. Venne così un di che approfittando del calar delle prime ombre della sera, la dama raggiunse la riva del lago, dove un aiutante le aveva preparato una piccola barca con la quale avrebbe raggiunto il giovane innamorato in mezzo al lago. La fanciulla iniziò a remare con vigore, quando all’improvviso si levò un forte vento: le acque cominciarono a incresparsi e nel volgere di pochissimo tempo si scatenò una tempesta d’inaudita violenza. Della giovane non si seppe più nulla…
Qualcuno, però narra di averla vista, nelle notti d’estate, danzare con il suo innamorato sulle acque del lago, vestita con un lucente abito bianco. Molti ancor oggi affermano di aver visto uno spettro luminoso, di cui se ne può scorgere la figura di una dama vestita di bianco muoversi silenziosa a pelo d’acqua verso il centro del lago per poi scomparire senza lasciare traccia. Che sia il triste spirito della fanciulla in cerca del suo innamorato?
























lunedì 31 marzo 2025

 Galdino
e gli amici della UOEI



Il Lago Delio, detto anche d’Elio, m930 è (?) un bellissimo (insomma!) specchio (!) d’acqua, situato nel cuore della Val Veddasca, sulla sponda varesina del Lago Maggiore, e precisamente tra il Monte Borgna m1158 e il Monte Cadrigna m1300. E’ un lago d’origine naturale ma la successiva costruzione di due dighe alle estremità ne ha cambiato profondamente l’aspetto originario (oggi una “pisciatina”!). Caratteristica del lago è il suo utilizzo per la produzione di energia, che potrei definire insolito (se non addirittura bizzarro!). Infatti, di giorno l’acqua del lago dopo essere passata per le turbine della centrale elettrica posta a valle, finisce nel Lago Maggiore. Ma durante la notte e nei fine settimana, quando la richiesta d’energia è minore, viene ri-pompata su al lago, pronta per essere riutilizzata con una nuova caduta. Poche cose da dire: alzataccia anche grazie all’ora legale. Partiamo da Maccagno m218, passando per Sarago m524 e Musnago m746. Il percorso è per la maggior parte su di una larga mulattiera (storica!) selciata, acciottolata con lunghe scalinate: insomma, una gran rottura di p… Favoloso il panorama sul Lago Maggiore e il passaggio dal borgo di Musignano m746 dove i residenti, con vecchi attrezzi, tanta fantasia e rami d’albero, hanno “costruito” dei simpatici personaggi. Per il resto…come diceva quello là…stendiamo un pietoso velo. Su questo piccolo laghetto alpino, si celano ben due curiose e particolari leggende. Buona lettura. Il Lago deve il suo nome a Helios, Dio del Sole della Mitologia Greca. Nel IV secolo d.C., durante il periodo dell’evangelizzazione cristiana, San Silvestro transitò nei pressi del Monte Borgna, quando vide un piccolo villaggio. Decise così di farvi visita e di convertire al cristianesimo i suoi abitanti. Gli uomini, che veneravano il Dio Sole Helios, decisero di inseguirlo con lo scopo di ucciderlo. San Silvestro riuscì a salvarsi, ma l’ira divina si abbatté sulla popolazione per punirla: tonnellate di fango, acqua e detriti, precipitarono dalla montagna investendo il paese, il quale fu completamente sommerso dalle acque. Una seconda leggenda narra di un paese di nome Elio, molto ricco e potente. Gli abitanti erano conosciuti in tutte le valli circostanti per essere formalmente avari e tirchi. Un giorno arrivò in paese un povero mendicante, alla ricerca di ospitalità e di qualcosa da mangiare. Gli abitanti lo respinsero in malo modo non offrendogli nessun tipo di vitto e alloggio. L’uomo, sconsolato, si diresse verso l’ultima casa del paese, dove una donna stava cucinando una minestra sul fuoco. Il mendicante bussò alla porta e con grande stupore la donna gli apri. L’uomo venne invitato a sedersi e la donna gli diede del cibo. Una volta terminato il suo pasto raccontò di essere un veggente, predisse alla donna che quella stessa notte sul villaggio si sarebbe abbattuta una tremenda catastrofe. La invitò quindi a raccogliere i propri averi e a fuggire subito via con lui. La donna lo ascoltò. Poco dopo si udì un tremendo boato e il paese fu letteralmente sommerso dalle acque del lago.