Tratto da I MERCANTI DI
STAMPE PROIBITE di Paolo Malaguti - 2013 - Bottega Errante Edizioni.
“Trinca”, disse il Grimo.
Questa fu la sua presentazione di quella bevanda affascinante e complessa che
si chiamava e si chiama Chartreuse. […] Ad ogni modo, non era il caso di
discutere gli ordini del vecchio, soprattutto quando aveva già pagato per la
bevuta. Pertanto, Antonio, imitando il suo maestro, ingollò senza fiatare il
liquido verde. In bocca, sulla lingua, e poi in gola, la prima sensazione fu di
improvviso, violento bruciore. Sembrava che, per qualche alchimia, quel liquido
che pure, nel prendere il bicchiere, aveva ben sentito essere freddo, si fosse
infiammato, ed ora ardesse nel suo corpo. L’istinto fu di sputar subito quella
diavoleria, ma ecco che, nel far muovere e spandere il liquore tra lingua e
palato, fu come se si aprisse uno scrigno zuccherino Era come una lenta colata
di miele e di fiori, e di erbe profumate, che riempiva la bocca, il naso, la
gola, e saliva su per la fronte, dilatando i pori della pelle, pervadendo la
testa, e poi il collo, di un’onda benigna di morbidi effluvi, come se un’intera
primavera, ma più frizzante, più saporosa, fosse sbocciata tutta in una volta
nella sua bocca. Quand’ebbe trangugiato il liquore, Antonio sentì nello
stomaco, fortunatamente già abbastanza pieno perché si era nel dopocena, lo
stesso intenso calore propagarsi, e di lì sciogliergli le gambe, facendolo
rilassare, e facendogli improvvisamente vedere con occhio benigno il Grimo, la
locanda, il tondo intero. Era come se nella sala si fosse accesa una grande
lanterna cinese, che ora proiettava i suoi riflessi rosa, gialli, azzurri tutto
intorno, colorando di sfumature impensabili le superfici, gli oggetti e le
persone, prima avvolte nella caligine opaca della banalità. “E uno”, borbottò il Grimo, quando colse
l’effetto che il liquore iniziava ad avere sul suo discepolo, […] “ndemo vanti!”. Non si sa quanti
vedrosini pieni dell’elisir verde vennero serviti ad Antonio: alla line l’oste
portò direttamente la bottiglia, che in breve rimase vuota. Sicuramente Antonio
ricordava un fatto strano: mano a mano che la bevuta proseguiva, il bruciore
della Chartreuse diminuiva sulle labbra e in gola, mentre aumentava il calore
nel corpo, e aumentavano, soprattutto, la luce e l’arcobaleno della lanterna
cinese che rallegrava, come un faro, l’intera locanda e, da lì, dilagava per
l’universo tutto, facendo sentire Antonio in perfetta armonia con se stesso e
con ogni altro essere vivente. A un bel momento, sul volto del ragazzo apparve
un sorriso ebete. “A posto!”, rise il
Grimo […] “Te si partìo dea bona”.


