lunedì 29 giugno 2026

 Edo e Galdi, viandanti
"Chi dedica il suo tempo a sè stesso non ha tempo per criticare gli altri".


Oggi, per il troppo caldo, …mezza giornata di ferie! La Grotta dei Partigiani è un suggestivo antro roccioso in Val Taleggio scavato dall’erosione dell’acqua che forma al suo interno una stupenda cascata. Durante la primavera del 1945 qui furono uccisi dalle forze nazi-fasciste impegnate in un rastrellamento i partigiani Giulio Bellaviti e Virgilio Arnoldi di Sottochiesa. Raggiungiamo Pizzino, considerata la frazione più antica della valle antecedente all’anno mille, e lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio posto appena prima della Chiesa Parrocchiale dedicata a San Ambrogio Vescovo e Dottore. Seguiamo le indicazioni per il Santuario della Madonna Assunta di Salzana. Il sentiero, che si addentra tra alcune abitazioni e, fiancheggiata la vecchia Fontana del Caraver, ci porta a un grazioso agriturismo (oggi chiuso!). Allunghiamo il nostro itinerario, volendo dare uno sguardo alla bella località Fraggio, un chiaro esempio di borgo tipico montano del XV secolo. Era l'ultima località della Repubblica di Venezia prima di giungere nel Ducato di Milano. Qui fino a tempi recenti s’indicava anche la presenza di un forno per il pane, un'osteria e persino un tribunale, nei cui sotterranei erano presenti delle celle. Bellissima la Chiesa dedicata a San Lorenzo Martire consacrata nel 1548 dell’allor Cardinale Carlo Borromeo. L’interno (ringrazio Renato e sua moglie!) ha un unico altare fregiato di meravigliosi stucchi. La pala dell’altare è una Crocifissione di fine Quattrocento con tracce di affreschi dei Santi Lorenzo e Vincenzo. Ritorniamo brevemente sui nostri passi fino all’antico lavatoio, la Sorgente di San Carlo, benedetta dallo stesso nel 1582, e scendiamo verso il Santuario. Prima una larga sterrata e poi un sentiero, ci porta ad attraversare un ponticello in cemento sul il torrente Salzana. Prendiamo, al bivio, il sentiero che s’inoltra nel fitto bosco e risale la dorsale del monte regalandoci frescura e tante belle cascatelle. Si raggiunge l’alveo del torrente, dove alcuni grossi massi frapposti lungo il corso d’acqua ci consentono, con l’aiuto delle mani, di guadarlo e di raggiungere il lato opposto sino a raggiungere l’imbocco della Grotta dei Partigiani. Non ci resta altro che infilarci in quell’antro ombroso per scoprire la meravigliosa e spettacolare cascata che si getta nel suo interno. Sulla via del ritorno, passiamo per il Santuario per vedere un’antica fontana sulla quale compare lo stemma in pietra più antico della valle. S’individuano scolpite tre bande che dovrebbero significare i tre affluenti principali del Torrente Enna: Casere, Salzana e Valle Asinina. Il percorso non presenta grosse difficoltà: però …ascoltatemi …calzate un bel paio di scarponi con …una buona suola!




























lunedì 22 giugno 2026

 Galdino 
e gli amici della UOEI


"Non vieni al rifugio San Fermo?".
"No! Mi fermo al Lago di Lova. La mia "dottora" mi ha consigliato di prendere la UOEI a ...piccole dosi!".
Lo raggiungiamo da Borno (Valcamonica), percorrendo una carrozzabile con la pendenza della via molto accentuata. Lasciati, a malincuore, i festeggiamenti dei nostri “sei setter” e passato per El Castel, vecchia corte dell'800, in località Navertino, nella parte alta del paese, superiamo le ultime case e raggiungiamo la Chiesa di S. Fiorino. Cucchiaio amaro: la strada a fondo naturale è interrotta e, quindi, seguiamo le indicazioni della deviazione. Una larga carrareccia che taglia il bosco molto sassosa e con pendenza notevolmente ripida ci "spinge" a raggiunge il nostro bivio. Salutiamo i nostri amici dell’UOEI, che vanno al Rifugio San Fermo (loro …hanno ancora più di m600 di dislivello da fare …loro!), e continuano per la carrareccia, leggermente in discesa.. Ah, beh! …Me, lü, lé a l'è ü bèl grup a la fì!   Arriviamo alla vasta conca amena di origine glaciale che ospita il Lago di Lova, posto nel gruppo montuoso del Pizzo Camino e il Monte Mignone. Continuiamo il giro arrivando sino alla diga, alla ricerca del sentiero che dovremo prendere per il ritorno. Il lago, che trae alimentazione da due modesti torrenti di montagna che scendono dai rilievi circostanti, è inserito in un ambiente tipico delle Prealpi lombarde, con estese foreste di abete rosso che incorniciano il bacino sulla sponda meridionale e un ampio pascolo contorna invece il lago sul lato settentrionale. Una volta raggiunto il lago, il paesaggio merita la fatica della salita. Siamo praticamente in un grande prato, con una zona attrezzata per fare pic-nic, per mangiare sui tavoli all’aperto o essere deliziati dai piatti tipici cucinati al Chalet Lova. Al limite del bosco la Chiesetta a forma triangolare. Che facciamo? Abbiamo …ben mangiato (stracotto d’asino con polenta) e ben bevuto …abbiamo bighellonato lungo le sponde del bel lago,  ...scendiamo percorrendo un sentiero, chiaramente molto sassoso, che si snoda prevalentemente lungo un fresco bosco. In paese, ci aspetta il solito Marcello, la solita fresca Panachè, amatissima per la sua freschezza e leggerezza e nuovi festeggiamenti dei nostri “sei amici setter”. Il gruppo è arrivato, molti sono sciolti come ghiaccioli, …devo andare!