lunedì 22 giugno 2026

 Galdino 
e gli amici della UOEI


"Non vieni al rifugio San Fermo?".
"No! Mi fermo al Lago di Lova. La mia "dottora" mi ha consigliato di prendere la UOEI a ...piccole dosi!".
Lo raggiungiamo da Borno (Valcamonica), percorrendo una carrozzabile con la pendenza della via molto accentuata. Lasciati, a malincuore, i festeggiamenti dei nostri “sei setter” e passato per El Castel, vecchia corte dell'800, in località Navertino, nella parte alta del paese, superiamo le ultime case e raggiungiamo la Chiesa di S. Fiorino. Cucchiaio amaro: la strada a fondo naturale è interrotta e, quindi, seguiamo le indicazioni della deviazione. Una larga carrareccia che taglia il bosco molto sassosa e con pendenza notevolmente ripida ci "spinge" a raggiunge il nostro bivio. Salutiamo i nostri amici dell’UOEI, che vanno al Rifugio San Fermo (loro …hanno ancora più di m600 di dislivello da fare …loro!), e continuano per la carrareccia, leggermente in discesa.. Ah, beh! …Me, lü, lé a l'è ü bèl grup a la fì!   Arriviamo alla vasta conca amena di origine glaciale che ospita il Lago di Lova, posto nel gruppo montuoso del Pizzo Camino e il Monte Mignone. Continuiamo il giro arrivando sino alla diga, alla ricerca del sentiero che dovremo prendere per il ritorno. Il lago, che trae alimentazione da due modesti torrenti di montagna che scendono dai rilievi circostanti, è inserito in un ambiente tipico delle Prealpi lombarde, con estese foreste di abete rosso che incorniciano il bacino sulla sponda meridionale e un ampio pascolo contorna invece il lago sul lato settentrionale. Una volta raggiunto il lago, il paesaggio merita la fatica della salita. Siamo praticamente in un grande prato, con una zona attrezzata per fare pic-nic, per mangiare sui tavoli all’aperto o essere deliziati dai piatti tipici cucinati al Chalet Lova. Al limite del bosco la Chiesetta a forma triangolare. Che facciamo? Abbiamo …ben mangiato (stracotto d’asino con polenta) e ben bevuto …abbiamo bighellonato lungo le sponde del bel lago,  ...scendiamo percorrendo un sentiero, chiaramente molto sassoso, che si snoda prevalentemente lungo un fresco bosco. In paese, ci aspetta il solito Marcello, la solita fresca Panachè, amatissima per la sua freschezza e leggerezza e nuovi festeggiamenti dei nostri “sei amici setter”. Il gruppo è arrivato, molti sono sciolti come ghiaccioli, …devo andare! 


























mercoledì 17 giugno 2026

 Edo e Galdi
" La distanza tra la speranza e l'illusione,
tra quello che vorresti e quello che poi succede davvero,
è proprio corta"


“La testa” aveva detto appoggiando la punta dell’indice sulla mia tempia “deve girare come la ruota del mulino, soppesare, decidere e non restare immobile sui pensieri. […] Secondo lui dovevo sempre essere concentrato, senza gingillarmi guardandomi in giro o pensando a cose che al momento non avrei potuto ottenere. Spesso i pensieri sono come le zecche, diceva, bisogna togliersele da dosso sennò ti succhiano via le idee buone”. Tratto da L’INVENTARIO DELLE NUVOLE di Franco Faggiani - 2023 - Fazi Editore.

Quando la curiosità prende il sopravvento. Le settimane scorse siamo saliti al Rifugio Ariaal. Mi ha incuriosito un cartello CAI che indicava "Lago di Losa": non ne avevo mai sentito parlare o letto, quindi l'interesse era ancora più grande. Perciò oggi …rieccoci a Premana. Il Lago di Losa è un piccolo lago naturale di difficile individuazione, posto in un fitto bosco appena fuori dal sentiero che da Premana porta all’Alta Valvarrone. Attraversiamo il torrente Varrone su un ponticello in sasso e seguiamo il largo falsopiano giungendo in breve tempo all’Agriturismo Giabì. Ci innalziamo sino al piccolo ma grazioso nucleo di baite di Gebbio. Tralasciato il sentiero in ripida salita che sale al Rifugio Vecchia Casera, puntiamo alla baita che porta la scritta “Gebio” e, dopo un breve su e giù, ci abbassiamo, abbandonando la carrareccia poco più avanti, dirigendoci verso un’inclinata passarella di ferro dove attraversiamo il torrente “saltando” di sasso in sasso. Risalita la passarella mal concia, entriamo in un fitto bosco, dove ci rialziamo con frequenti serpentine e, dopo aver attraversato due piccoli corsi d’acqua, nei pressi di un albero che reca una poco visibile scritta “Lago”, prendiamo un sentierino poco evidente e raggiungiamo il Lago di Losa posto in una forra spettacolare ma un po’ nascosta. Il ritorno lo facciamo ripercorrendo i "nostri sassi" e i nostri passi, fino alla zona industriale di Premana. 





















sabato 13 giugno 2026

 Anna, Beppe e Galdino
“Stupirsi è fare un piccolo volo oltre la realtà”.


“Nonno, anche tu morirai, come papà?”.
“Certo, tutti moriamo. Ma non ce ne andiamo dalla terra.
Anche il nonno non se ne andrà. Diventerà solo un’altra cosa”.
“Che cosa?” chiese Mila. Allora il nonno cantò a bassa voce una cantilena:

“Sarò lupo, mirtillo e dolce avena,
menta, pernice, timo e melagrana,
luccio, leprotto ed erba cipollina,
ruta, cumino, luppolo e formica
e sboccerò nel campo a primavera”.

Disse ancora il vecchio: ”Quando si muore, si parte per un viaggio e si sta via per un po’.
Ma alla fine si torna, e in certe notti di luna si riesce anche a parlare ai vivi.
Basta che i vivi abbiano orecchio buono e sappiano ascoltare!.
Anche papà Vadim tornerà un giorno a farsi sentire.
Ora è solo un’ombra che aspetta”.
“Aspetta cosa?” chiese la bambina.
“Aspetta di avvicinarsi a noi.
Nel frattempo può essere un’ombra umana, oppure un animale.
Un castoro nel fiume, un cavallo nella prateria, una ghiandaia nel bosco”.

Tratto da LA REGINA DEL SILENZIO di Paolo Rumiz
 2017 - La Nave di Teseo Editore