lunedì 14 settembre 2026

 Edo & Galdi
Pizzino, Grasso, Retaggio, Piazza Morandi
Agriturismo di montagna


Le settimane erano pagine di calendario che si staccavano ingiallite dall’albero del tempo. […] Dalle alture si scorgevano i paesi con i comignoli fumanti. A volte Serafina interrompeva il gioco e si fermava a osservare, pensierosa. Silva sospendeva il lavoro e la prendeva sotto il suo scialle. Era sempre calda, la nonna, e profumava di buono, latte di capra, panna fresca. Lo spazio tiepido tra il suo fianco e il braccio che la cingeva era casa. […] Il bambino le prese la  mano e se la posò sotto la guancia, a far da cuscino. Si accoccolò meglio  nel giaciglio e chiuse gli occhi con un sospiro, prendendo sonno poco dopo aggrappato al polso di Serafina. Forse lui ascoltava il battito del suo cuore, mentre lei raccoglieva nel palmo il calore del suo respiro. […] Serafina sentì il freddo della notte raggiungerla attraverso gli spifferi. Non c’erano focolari che potessero scaldarla. Si addormentò su un tappeto tessuto su telai stranieri, ma la tecnica dell’intreccio era la stessa per tutti, da millenni. Tenere assieme i fili, unire ciò che era stato diviso. L’uomo non lo aveva ancora imparato, era meno saggio di un filo.

Tratto da ED E’ UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA di Ilaria Tuti - 2026 - LONGANESI




















lunedì 7 settembre 2026


Gli amici Giuseppe e Claudio mi portano, con una breve camminata, a conoscere una Madonnina un po’ speciale: è stata posta all’interno di una grotta naturale …e fin qui niente di particolare …in una radura nei pressi della misteriosa bicicletta sull’albero …e qui viene la curiosità. Siamo nel territorio di Strozza, chiaramente nella mia valle (Imagna). Nel cuore di Strozza, si trova il borgo di Amagno con numerose costruzioni risalenti all’epoca medievale, tra cui l’elegante casa torre medioevale, alcune case fortificate con tanto di torre ma anche contrade molto caratteristiche e costruzioni in stile rustico. Nella piazzetta del lavatoio, domina la facciata della seicentesca Cà del Maestro, dove si trova la famosa ghiacciaia, con il portone di accesso e l’ampia finestrata del Museo Valdimagnino. Quando veniva l’inverno, il signore del palazzo ordinava di caricare la ghiacciaia o “nevera” con la neve, così nei mesi caldi da Maggio a Ottobre poteva conservare le derrate alimentari disposte sulle mensole al suo interno; in sostanza un freezer naturale. Il Museo Valdimagnino è un piccolo museo, ma con tanti oggetti che aiutano a ricordare le nostre radici e la vita di montagna in valle. Per scoprire la parte più spettacolare di Amagno, occorre inoltrarsi su per l’androne che sottopassa la Cà del Maestro: qui c’è il vero cuore del borgo, una piazzetta lastricata in pietra, sulla quale si affacciano storici edifici, quali l’austera ed elegante casa torre medioevale e la secentesca Cà del Maestro. Ma iniziamo la nostra breve ma bella escursione nel bosco che sovrasta il borgo di Amagno. Partiamo prendendo l’antica mulattiera che sale a Roncola e deviando dopo un po’ per il sentiero che s’inerpica sulla sponda del torrente Pissarola. Dopo alcuni minuti si arriva alla bella radura, un tempo utilizzata come ricovero del bestiame. Qui ci aspetta appunto la “Bicicletta”, appoggiata a un albero tanti anni fa (70?) e poi da questo incorporata nel corso della sua crescita. Non è l’unica cosa da scoprire in questo luogo magico: una minuscola grotta dalla quale fuoriesce, in estate, un soffio di aria gelida e, sul fondo della radura, una piccola sorgente di acqua cristallina e un sentiero che ci porta alla scenografica visione della cascata che precipita a più balzi da un’alta scarpata sul torrente Pissarola. A lato della bici, la Fata del Bosco, una bella scultura in legno. Poco prima di arrivare, s’incontra sul sentiero la Croce del Boscaiolo Emigrante incisa su di un sasso.
























lunedì 31 agosto 2026

 Edo e Galdi 


“Chissà quante parole contiene ogni libro”, aveva aggiunto Lando. 
“Migliaia, milioni” aveva detto il professore. “Ma più che la quantità conta lo loro qualità, che è merce rara. Solo i grandi scrittori le sanno scegliere con cura, una per una, e metterle nel posto giusto per costruire una frase, ogni piccola frase, e così permettere ai nostri pensieri di trasformarsi in emozioni, ricordi, speranze, timori, o semplicemente curiosità. L’importante è che tutto questo faccia crescere la voglia di sapere. Anche quando si parla bisognerebbe fare così, ovvero scegliere con cura le parole da dire. Giovane Basilio, la vedo imbambolato; a cosa sta pensando?”.
“Al domatore di rondini”, aveva risposto lasciando tutti a bocca aperta.
“E chi sarebbe, esattamente?”.
“Una volta siamo andati fino ad Asti e in una fiera ho visto un uomo che giocava con diversi animali e tra questi, su un filo che aveva steso sopra il suo carrozzone, c’erano anche le rondini. Lui faceva dei piccoli fischi e le rondini si spostavano con un saltello da una parte all’altra. C’era tanta gente a guardare, e lui a un certo punto ha spiegato che stava insegnando a questi uccelli  a trovarsi una giusta posizione nella fila, perché solo così, all’arrivo del primo autunno, avrebbero trovato il modo migliore e il coraggio necessario per spiccare il loro volo verso sud. Le parole sono come le rondini”.

Tratto da LA LUCE DEL PRIMO MATTINO di Franco Faggiani - 2026 - Fazi Editore