giovedì 6 agosto 2026

 Edo e Galdi
"Sapere di non saper è un buon punto di partenza".


Un giro ad anello semplice e suggestivo, tra borghi storici, boschi silenziosi, il ritmo rilassante del torrente Val Grande, ai piedi del selvaggio Monte Sornadello.

Posteggiamo comodamente nel grande Piazzale del Palazzetto dello Sport (zona ospedale) di San Giovanni Bianco, punto di partenza ideale per un’escursione immersa nella natura. Anche perché quasi tutti i posteggi sono limitati a un’ora di sosta, ...qui no! Attraversiamo il Ponte Vecchio e seguiamo le indicazioni per Cornalita, piccola frazione arroccata sul versante della Val Grande. Seguiamo la vecchia mulattiera acciottolata che, tagliando la strada asfaltata, permette di catturare inquadrature sui monti della media valle con i versanti punteggiati da alcune frazioni e su San Giovanni Bianco, dominato dal maestoso Monte Cancervo. Un percorso piacevole che sale tra prati, boschi e muretti a secco. Giunti a Cornalita, piccolo grazioso nucleo rurale dove il tempo sembra scorrere più lentamente, proseguiamo per trasformare l’escursione in un giro ad anello. Ci fermiamo, ma non si può fare a meno, alla chiesa costruita intorno all’anno Mille e ritenuta la chiesa più antica di San Giovanni Bianco, dedicata al Corporis Christi. Il ciclo pittorico del portico esterno, (una vera meraviglia!) e gli affreschi della cappella dedicata alla Beata Vergine Maria, tutti del XV secolo sono da vedere assolutamente!.  Superato il borgo, una freccia indica “Val Grande”: inizia il bel sentiero che si snoda completamente nel bosco. Quello basso scende lungo il torrente mentre quello alto, il nostro, segue un percorso sterrato che costeggia il torrente della Val Grande, entrando in un ambiente fresco e ombreggiato, ricco di vegetazione e del suono costante dell’acqua. Scavalcato il torrente tramite un ponticello, il sentiero si allarga trasformandosi in tratturo. Passiamo per le “Terre Rosse”, sfiorando la sorgente “Acqua della fame” (chiamata così dai nostri nonni che, andando a fare il fieno o la legna, si fermavano ad abbeverarsi. Una volta giunti a casa, avevano una fame tremenda e…). Lasciato un bosco di castagni, usciamo improvvisamente in un prato, ol Rocol del Fred, godendo una bella vista panoramica su San Giovanni Bianco. Rapidamente siamo in zona Fuipiano al Brembo Infiliamo il sentiero che ci permette di arrivare alla Ciclovia della Valle Brembana ricavata sul sedime della vecchia ferrovia. Ora non resta che attraversare il Ponte dei Frati (1690-1699), ritornare al nostro posteggio guardandoci intorno alla ricerca di un posto dove mettere in movimento …i muscoli della bocca!. Dopo tutto abbiamo anche noi bevuto dalla sorgente Acqua della Fame.




















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