lunedì 7 settembre 2026


Gli amici Giuseppe e Claudio mi portano, con una breve camminata, a conoscere una Madonnina un po’ speciale: è stata posta all’interno di una grotta naturale …e fin qui niente di particolare …in una radura nei pressi della misteriosa bicicletta sull’albero …e qui viene la curiosità. Siamo nel territorio di Strozza, chiaramente nella mia valle (Imagna). Nel cuore di Strozza, si trova il borgo di Amagno con numerose costruzioni risalenti all’epoca medievale, tra cui l’elegante casa torre medioevale, alcune case fortificate con tanto di torre ma anche contrade molto caratteristiche e costruzioni in stile rustico. Nella piazzetta del lavatoio, domina la facciata della seicentesca Cà del Maestro, dove si trova la famosa ghiacciaia, con il portone di accesso e l’ampia finestrata del Museo Valdimagnino. Quando veniva l’inverno, il signore del palazzo ordinava di caricare la ghiacciaia o “nevera” con la neve, così nei mesi caldi da Maggio a Ottobre poteva conservare le derrate alimentari disposte sulle mensole al suo interno; in sostanza un freezer naturale. Il Museo Valdimagnino è un piccolo museo, ma con tanti oggetti che aiutano a ricordare le nostre radici e la vita di montagna in valle. Per scoprire la parte più spettacolare di Amagno, occorre inoltrarsi su per l’androne che sottopassa la Cà del Maestro: qui c’è il vero cuore del borgo, una piazzetta lastricata in pietra, sulla quale si affacciano storici edifici, quali l’austera ed elegante casa torre medioevale e la secentesca Cà del Maestro. Ma iniziamo la nostra breve ma bella escursione nel bosco che sovrasta il borgo di Amagno. Partiamo prendendo l’antica mulattiera che sale a Roncola e deviando dopo un po’ per il sentiero che s’inerpica sulla sponda del torrente Pissarola. Dopo alcuni minuti si arriva alla bella radura, un tempo utilizzata come ricovero del bestiame. Qui ci aspetta appunto la “Bicicletta”, appoggiata a un albero tanti anni fa (70?) e poi da questo incorporata nel corso della sua crescita. Non è l’unica cosa da scoprire in questo luogo magico: una minuscola grotta dalla quale fuoriesce, in estate, un soffio di aria gelida e, sul fondo della radura, una piccola sorgente di acqua cristallina e un sentiero che ci porta alla scenografica visione della cascata che precipita a più balzi da un’alta scarpata sul torrente Pissarola. A lato della bici, la Fata del Bosco, una bella scultura in legno. Poco prima di arrivare, s’incontra sul sentiero la Croce del Boscaiolo Emigrante incisa su di un sasso.