giovedì 13 settembre 2018

Galdi
13 settembre 2018
RIFUGIO MONTE ZUCCO m1150 
CROCE al MONTE ZUCCO m1232

Afoso!! Lascio stare il programmato giro sul lago di Lecco (lo farò giovedì prossimo) ed esco a quattro passi da casa. Anche il Regazzoni ha avuto ragione con un temporale, povero e veloce, nel pomeriggio. Itinerario facile e breve. Sant’Antonio Abbandonato m987 (frazione di Brembilla) è disposto su un crinale molto panoramico che fa da spartiacque tra la Val Brembilla e la Val Brembana. Un sentiero segnato in giallo, non si può proprio sbagliare, porta facilmente al rifugio dello Zucco, poi, su un tratto più impegnativo, in vetta al Monte Zucco.

















Ringrazio il signor Pesenti Michele,
responsabile del GESP (Gruppo Escursionistico San Pellegrino Terme),
per tutte le informazioni, orali e materiali,  avute.

lunedì 10 settembre 2018

35a Adunata Sezionale Alpini - S.Omobono Terme - 14.15.16 settembre 2018

giovedì 6 settembre 2018

Edo&Galdi
6 settembre 2018
L’anello del Monte di Muggio è uno stupendo percorso escursionistico che permette di coprire tutti i versanti del Monte Croce di Muggio m1799. La partenza è situata presso l’Alpe Giumello m 1531. Superato il rifugio Shambalà, posteggiamo nei pressi del Ristoro Genio in un ampio posteggio. Essendo “un anello” chiediamo al gestore la sua opinione per  la direzione più comoda da seguire: ci consiglia di percorrerlo in  senso antiorario per la presenza di quattro/cinque “salti di roccia”. Ci mettiamo in cammino e senza nessuna difficoltà, ed immerso in totale relax di un bosco di faggi, conosciamo Beee...lla che, ci crediate o no …ci “insegna” il giusto sentiero per ben due volte. Ad un piccolo bivio abbandoniamo il sentiero principale per andare a vedere la chiesa di san Ulderico m1392, un antico eremo del l’ XI secolo. Ci concediamo una sosta per ammirare il paesaggio: davanti a noi il Legnoncino e il Legnone m2609, la montagna più alta della provincia di Lecco.  Recuperiamo il percorso principale con una salitella in mezzo al bosco. Il sentiero ora è molto semplice e quasi completamente pianeggiante tranne qualche “salto di roccia” dove, pur se non impegnativi, li dobbiamo superare con l’uso di ambo le mani. Il consiglio del gestore si è rivelato azzeccato: per la forte umidità sulle rocce è meglio farlo in salita che in discesa. Proseguiamo sul sentiero e, cambiando versante, passiamo da un fitto bosco di larici e rododendri a prati assolati. Con un brevissimo strappetto raggiungiamo la località Prà Bolscino m1530: un prato erboso con uno straordinario panorama che spazia dal lago fino al gruppo del Monte Rosa. Ci incamminiamo verso il fondo prato per poter ammirare lo stupendo colpo d’occhio: il panorama è meraviglioso e sotto di noi possiamo gustarci il lago di Como con la punta di Bellagio e il Triangolo Lariano. Raggiungiamo l’Alpe Chiaro m1533 con il consueto e tradizionale  acquisto di formaggi. Passiamo nel prato che sovrasta il piccolo centro abitato di Alpe Giumello, uno dei centri più caratteristici della Valsassina, e dalla chiesetta di S. Maria della Neve al Giumello.
Riscendiamo una strada sterrata che in pochi minuti, dopo la Capanna Vittoria, ci riporta al nostro posteggio.





















La montagna ti da la vista, l'aria, i frutti e i fiori,
lo sport e il benessere.
E tu cosa le dai? 
Almeno rispettala.


Ci fermiamo al Colle di Balisio a fare  compere.
 Cosa abbiamo preso?
Curiosi!!

domenica 2 settembre 2018



UNA SFIDA CHE SI RIPROPONE!  Un cammino proposto qualche anno fa con il sapore delle iniziative nuove e ardite: con le paure e gli slanci di tutto ciò che per la prima volta si  vive! La presenza di così tante persone interroga sul senso di tutto questo: camminare nella notte non può essere solo un momento di svago alternativo di fine estate! Il pellegrinare nel silenzio della notte e in mezzo al creato riapre spazi dell’anima che spesso, nella vita quotidiana sono chiusi e forse anche sbarrati. È come se, per il tempo di un cammino ti accorgi che non sei solo, ma con te c’è un fiume di uomini e donne che senza conoscersi, si sostengono e s’accompagnano. Allora di nuovo in cammino, sulle strade di sempre, con il coraggio di cercare qualcosa di nuovo e inaudito, che solo il respiro della notte è capace di raccontare. È il mistero del creato che ci parla sempre di Lui, e che sempre fa capolino in ogni cosa, con i tratti della misericordia. È la brezza di vita della creazione, che ancora soffia nelle profondità di ognuno di noi perché immagine sua. Ci auguriamo un buon cammino, fatto con verità e passione, come il maestro ci ha insegnato sui sentieri della sua terra.
Il percorso, di circa km27, è la strada che Angelo Giuseppe Roncalli percorreva d’estate per raggiungere il santuario della Cornabusa, a piedi nella salita alla grotta. Un appuntamento al quale fu fedele fino all’agosto del 1958, prima di entrare in Conclave. Era per lui la sosta non solo in un luogo particolarmente affascinante dal punto di vista naturalistico, ma la sosta nel mistero della creazione:

“… E’ il Santuario più bello che esista, 
perché non l’ha fatto la mano dell’uomo,
ma Dio stesso”.

CI METTIAMO IN CAMMINO












La nostra vita è pellegrinaggio.
L'ho detto: siamo fatti per il Cielo.
Ci soffermiamo un pò qui e poi riprendiamo la nostra strada.