giovedì 23 luglio 2020

GALDI
23 luglio 2020

Il Rifugio Marco Balicco, realizzato dalla Regione Lombardia tramite il suo ente ERSAF, si trova all’interno della Foresta regionale Azzaredo Casù nel comune di Mezzoldo. 

Il rifugio è stato inaugurato nel luglio 2015 ed è dedicato a Marco Balicco, già sindaco del comune, “un grande difensore della montagna e delle sue tradizioni, un uomo combattivo “.
Il Rifugio è gestito dal CAI di Piazza Brembana: è un simpatico ed elegante edificio in legno di larice, che s’integra con una baita in pietra, tipica delle montagne bergamasche. Moderni gli impianti di captazione dell’acqua, di riscaldamento, di produzione di acqua calda con impianto solare-termico e impianto fotovoltaico per l’energia elettrica. 
La nuova costruzione, posta a m1963, si colloca a poca distanza dal Bivacco Alberto Zamboni anch’esso di proprietà di ERSAF e gestito dal CAI dell’Alta Valbrembana. 

Giornata molto afosa (che ne dite amici di Bergamo?) Perciò si va in quota! Posteggiata la macchina nell’ampio posteggio della Madonna delle Nevi m1336, nelle vicinanze della statua di Don Arizzi, che ha voluto questo rifugio, e al monumento all’Acqua, si risale la valle del fiume Brembo costeggiando il lato orografico destro fino a quota m1430 circa: da qui seguendo le segnalazioni si comincia a salire nel bosco. Con percorso a tornanti si arriva alla…cazzo una baita…volevo dire…alla baita Casù m1624. Si continua l’ascesa fino a sbucare fuori dall’abetaia a quota m1800 circa. Si sale un costone erboso e, attraversando i pascoli, si passa dalla casera Azzaredo m1795, si tocca la stalla della Casera m1806 e la baita Arletto m1860 raggiungendo il rifugio Marco Balicco m1963 e, poco distante, il Bivacco Zamboni m2007. 

Programmato un giro ad anello, si ritorna alla casera Azzaredo (scorta di formaggio!) e, con un percorso a tornanti, si perde quota raggiungendo un tratto abbastanza pianeggiante che alterna tratti nei prati e nel bosco, superando quattro bei torrentelli. Si arriva sulla strada che conduce al Passo S. Marco, presso il tornante 9 in località Fraccia m1600. Strappetto in discesa, tra strada asfaltata e sentieri, per tornare alla macchina. Meno male, ragazzi: ho preso troppo formaggio e lo zaino…cominciava a pesare!!! 

GPS Tracher 
Distanza solo km8,520 
Dislivello in salita m668 
Dislivello in discesa m667
 
































lunedì 20 luglio 2020

ARSELI, GALDI, MINA & GILDO
12 luglio 2020

Posteggiamo le macchine al Ponte del Becco, in Val Taleggio, sul curvone appena passato l’orrido dei Serrati, stretto e affascinante percorso che il torrente Enna ha scavato nei secoli nel massiccio dolomitico Cancervo-Venturosa. Seguiamo le indicazione del sentiero partigiano che porta alle Baite di Cantiglio, risalendo la Val Asinina. Arrivati al ponte medioevale della Forcola, lo abbandoniamo (sic!) e, attraversandolo, risaliamo nel fresco bosco fino a sbucare nei pratoni, poco sotto Pizzino, a Cà Corviglio dove si trova la bella chiesetta, dedicata a San Rocco, risalente al XV secolo, con il tetto in piòde. Da vedere l’affresco alla parete di una vecchia casa datato 1647 e la santella-fontana con tanto di lavatoio. Seguiamo le indicazione per il Mulino di Bragolegia ma, al bivio, prendiamo il Sentiero della Salute. I sassi, grazie ad un artista locale, con poche pennellate di bianco, assumono vari caratteristici aspetti: alpino, cane, orso,… Al termine del sentiero siamo nei prati di Grasso: le poche viuzze sono “tappezzate” con i versi di S. Francesco sui suoi parenti: Fratello sole, fuoco, Sorella luna, acqua,…. Da vedere la fontana in pietra e la chiesetta, ovviamente dedicata a San Francesco d’Assisi. La sua fabbricazione ebbe inizio nel 1578 ma terminò ben… 177 anni dopo!. Passiamo nelle vicinanze di Pizzino e ci dirigiamo verso la Fontana di S. Carlo, dedicata a San Carlo Borromeo che la benedisse nel 1572, e al borgo di Fraggio. Nel XV secolo la Val Taleggio era confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta e questo borgo era l’ultimo prima della frontiera. Qui esisteva una dogana veneta con tanto di locale per la prigione e dove le merci in transito erano soggette a pedaggio. L’edificio più importante è la bellissima quattrocentesca chiesetta di San Lorenzo. All’interno, sotto uno splendido presbiterio, si può ammirare una pregevole crocifissione di autore sconosciuto. Intervallo mangereccio. Torniamo leggermente sui nostri passi per andare all’antico Santuario di Salzana. “Strabocchevole e prodigiosa fu la quantità di neve caduta quest’anno 1359 per tutta la Lombardia. In Bergamo per sei giorni e sei notti continuò senza posa…Tragico caso avvenne in Taglietto, ove sopra un monte stava una terra chiamata Salesana di sessanta famiglie…verso sera si spalancò in orrenda voragine quel monte e nell’aprirsi caddero per lo scuotimento le case e non meno la chiesa, rimanendo estinte quante persone vi si trovarono...”. A memoria e a suffragio delle famiglie distrutte fu costruito nel 1466 il Santuario dedicato a Santa Maria Assunta, nello stesso posto che fu rinvenuta la statua lignea raffigurante la Vergine con il Bambino in braccio. All’esterno è ben visibile una antica fontana sulla quale compare lo stemma in pietra più antico della valle: s’individuano scolpite tre bande che dovrebbero significare i tre affluenti principali del torrente Enna: Casere, Salzana e Valle Asinina. Ritorniamo a Pizzino e, dopo una breve visita al presepio e alla rocca, tramite la vecchia mulattiera, scendiamo a Cà Corviglio e alle nostre macchine. 

GPS Tracker 
Lunghezza km10.070 
Dislivello in salita m429 
Dislivello in discesa m426 








































Gran bel giro, per la maggior parte al fresco, intrapreso con passo sciallo a una velocità da fermi, cioè come si dovrebbe, in compagnia, andare in montagna!!.