lunedì 5 gennaio 2026

CABERGNINO
Mapello (Bg)
E’ scesa ancora la notte sul mondo,
notte di odio, di morte e follia:
tutto intorno è Terrore e Violenza,
tutto il mondo è senza giustizia.
 Parlano tutti di Ordine e Pace,
e hanno in cuore solo armi e rapine:
vittime inutili cadono ovunque
in troppi paesi fra poveri, a turbe.
David Maria Turoldo


Tratto dalla BACHECA posta all’ingresso del casolare: Il PRESEPIO di CABERGNINO vuole raccontare la vita che si svolgeva in questo CASALE negli anni ‘50/’60 del secolo scorso. Le famiglie che vi risiedevano tutto l’anno erano CONTADINI allora MEZZADRI. C’erano i RAVASIO, i FUMAGALLI e i MEDOLAGO, questi ultimi ancora residenti e diventati proprietari delle terre che coltivavano. Nel periodo estivo e in altre occasioni come la 3A di ottobre, festa religiosa molto sentita qui sulla COLLINA, si stabilivano anche i proprietari terrieri, la famiglia GELMI/PREVITALI e la famiglia MOSCONI, la nostra famiglia. La vita era semplice… piena di canti e allegria. I contadini molto occupati nel loro lavoro e noi BAMBINI liberi di vivere spensierati nei campi e nei boschi. Nel presepio vengono ricordate alcune persone che pur non abitando a CABERGNINO lo frequentavano abitualmente: padre DAVID M. TUROLDO, ANGELO RONCALLI diventato poi PAPA GIOVANNI XXIII, MONS. CLEMENTE GADDI, vescovo di Bergamo, che ha accolto TUROLDO nell’ABAZIA di FONTANELLA. Oltre la cascina e la stalla dei contadini, c’è l’abitazione dei GELMI/PREVITALI, la CANTINA, l’abitazione dei MOSCONI, la chiesetta della MADONNA della NEVE, qui rappresentata con gli ALPINI di MAPELLO che negli anni ’60 ne hanno preso in carico la ristrutturazione cominciata da nostro padre PIERO MOSCONI con l’aiuto di PI MEDOLAGO, e la TORRE dell’ABAZIA di FONTANELLA. Tutti luoghi a noi molto cari e molto amati…e dove c’è AMORE nasce GESU’. Lia e Luigi AGOSTONI MOSCONI 

Tratto da L’ECO di BERGAMO: Ci sono Maria e Giuseppe e ci sarà anche Gesù bambino. Ma quello di Lia Mosconi più che un presepe è un vero villaggio. Uno spaccato della realtà contadina degli anni ’50 e ’60, dove prendono forma contadini e mezzadri, ma anche figure di spicco che hanno realmente vissuto sul territorio, tra Mapello e Sotto il Monte. Ed è così che ogni statua, realizzata dalla stessa Lia con il “Das”, ha un nome che corrisponde a una persona in carne e ossa. Così accanto a Maria, Giuseppe, Gesù, i Re Magi, i pastori, il bue e l’asinello, ci sono anche Papa Giovanni XXIII, Padre Turoldo e il Vescovo Clemente Gaddi. E poi c’è Lia con tutti i suoi fratelli. Statue, dai trenta ai sessanta centimetri, di bambini e altre di anziani, tutti realmente vissuti. Da ormai 20 anni Lia realizza il suo presepe fuori casa, in località Cabergnino di Mapello, lungo il sentiero pedonale del Monte Canto, da Mapello a Fontanella di Sotto il Monte, che taglia a metà la sua proprietà. “Avevo iniziato con il presepe tradizionale, ma poi non trovavo più statue nuove delle stesse dimensioni per sostituire quelle ormai vecchie. Così ho deciso di realizzarmele da sola. Prima mi aiutava mia mamma a cucire i vestiti delle statue”. Con l’aiuto dei propri familiari, impiega circa un mese e mezzo per preparare il presepe, che col tempo ha attirato numerosi visitatori, sempre accolti da una fetta di panettone. “Quando ho cominciato passavano poche persone. Ho iniziato con cinque panettoni e l’anno scorso ne ho tagliati più di cinquanta. Poter condividere quello che si possiede con gli altri è un piacere. Ho la fortuna di abitare in un posto meraviglioso, di una bellezza che ti prende l’anima. E’ giusto poterla condividere con chi ne ha voglia”. Oltre 4000 le persone che, passando, lo scorso anno si sono fermate a vedere il suo presepe.































venerdì 2 gennaio 2026