Galdino
“I
proverbi, i detti, le citazioni popolari sono l’anima della gente.
In essi si nasconde qualcosa di profondo che si è sviluppato nel tempo e nei luoghi
e si ripete da millenni.
Sono impregnati della sapienza e della saggezza dei nostri avi.
Sono arguti e spruzzanti di ilarità, un patrimonio da custodire gelosamente,
profumi estratti dai più intimi sentimenti dei nostri vecchi
e da loro lasciati in eredità per i nostri figli, con noi nel mezzo che ne godiamo”.
Tratto da IL FRATE E IL CECCHINO di Giovanni Peretti - 2024 - Alpinia Editrice.
In essi si nasconde qualcosa di profondo che si è sviluppato nel tempo e nei luoghi
e si ripete da millenni.
Sono impregnati della sapienza e della saggezza dei nostri avi.
Sono arguti e spruzzanti di ilarità, un patrimonio da custodire gelosamente,
profumi estratti dai più intimi sentimenti dei nostri vecchi
e da loro lasciati in eredità per i nostri figli, con noi nel mezzo che ne godiamo”.
Tratto da IL FRATE E IL CECCHINO di Giovanni Peretti - 2024 - Alpinia Editrice.
La ciotola dell’acqua del mio Book non è gelata …parto per ritornare sul Monte Canto, una “matassa” di sentieri. Questo giro ad anello da Sotto il Monte si snoda tra ben quattro sentieri (894, 891, 895, 893). Il percorso inizia dalla Chiesa parrocchiale di Sotto il Monte, dove è disponibile un ampio parcheggio. La Chiesa di San Giovanni Battista è legata a doppio filo con il futuro Papa buono. Nel 1902, quando fu benedetta la posa della prima pietra, tra la folla c’era anche lui, all’epoca semplice seminarista. In seguito ad alcune infiltrazioni fu però presto chiusa e restaurata. Alla riapertura del 1929 fu Angelo Roncalli, nel frattempo divenuto vescovo, a riconsacrarla. Accanto si può visitare la Cappella della Pace, che contiene un intarsio di Papa Giovanni XXIII composto da ben 70.000 pezzi di legno. Transitato per Cá Maitino, casa museo che si trova poco distante dalla Casa parrocchiale, passo per località Corna, un piccolo borgo posto lungo il percorso, sino ad arrivare alla Chiesetta-santuario Madonna delle Canève. La chiesetta è risalente al 1727 e fu restaurata per volontà del Papa nel 1961, anno III del suo Pontificato. All'interno è situato un altare sopra il quale domina un antico affresco riscoperto negli ultimi anni. Lateralmente è posta una tela raffigurante la Madonna con Bambino Benedicente di autore ignoto. Prendo il Sentiero 894, che mi permette di arrivare al Monte Canto. Subito dopo l'imbocco della sterrata vi sono numerose sculture realizzate su pietre affioranti dal terreno, scolpite da un appassionato di Carvico, deceduto da qualche anno. Le sculture si mimetizzano con la natura, pertanto bisogna guardare con attenzione. Esse raffigurano Papa Giovanni XXIII con il Cristo, San Francesco con il cane, un serpente..., sino ad arrivare all'ultima scultura raffigurante il contadino Tullio con la gerla VEDI BLOG. Proseguendo per circa una dozzina di “andanti”, sempre mantenendo il cammino sull’ampio sterrato, si arriva ai ruderi del Canto, piccolo borgo antico: si scorgono delle vecchie rovine di un antico centro rurale. Il borgo, di fondazione medievale, ha subito un progressivo spopolamento alla fine del novecento che l’ha portato al completo abbandono. I resti sono prevalentemente di cascine e stalle, a indicare il fiorente passato agricolo della zona e sono immersi nel rigoglioso bosco che costeggia tutto il sentiero del Monte Canto. Al termine del sentiero s’imbocca il Sentiero 891. Un piccolo tratto in salita mi porta verso la vetta del Monte Canto con la sua piccola croce. Qualche passo più avanti c’è il Crocione o croce di Villa d’Adda, da dove si può ammirare il panorama di tutta l’Isola Bergamasca. Torno sui miei passi per riprendere il Sentiero 895 che mi permette di scendere verso la Chiesetta medioevale di S. Barbara, situata a pochissimi metri dai resti del borgo fantasma del XII secolo. La chiesetta è l'unico edificio superstite mantenuto in perfette condizioni. Con il Sentiero Mezza Costa e il Sentiero 893, si torna a Sotto il Monte verso Cá Maitino. Passo dalla Torre e Chiesetta di S. Giovanni, una torre campanaria che sovrasta Sotto il Monte e dalla quale si può ammirare tutto il paese del Papa Buono. In questo luogo la storia si è spesso alternata. Intorno all’anno Mille fu costruita una fortificazione. Una sua torre fu poi trasformata in un notevole campanile romanico, accanto al quale sorse la prima chiesa parrocchiale. L’antica struttura del Trecento fu rimodellata nel XVIII secolo, ma neppure questa costruzione è più visibile oggi. L’antica chiesa di San Giovanni fu, infatti, abbattuta nel 1904, con grandissimo dispiacere di Angelo Roncalli, che la amava molto. Sono arrivato. Bel giro per lo più sconosciuto a tanti ma molto bello!

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