“La testa” aveva detto appoggiando la punta dell’indice sulla mia tempia “deve girare come la ruota del mulino, soppesare, decidere e non restare immobile sui pensieri. […] Secondo lui dovevo sempre essere concentrato, senza gingillarmi guardandomi in giro o pensando a cose che al momento non avrei potuto ottenere. Spesso i pensieri sono come le zecche, diceva, bisogna togliersele da dosso sennò ti succhiano via le idee buone”. Tratto da L’INVENTARIO DELLE NUVOLE di Franco Faggiani - 2023 - Fazi Editore.
Quando la
curiosità prende il sopravvento. Le settimane scorse siamo saliti al Rifugio
Ariaal. Mi ha incuriosito un cartello CAI che indicava "Lago di Losa": non ne avevo mai sentito parlare o letto,
quindi l'interesse era ancora più grande. Perciò oggi …rieccoci a Premana. Il Lago di Losa è un piccolo lago naturale di difficile individuazione, posto in un
fitto bosco appena fuori dal sentiero che da Premana porta all’Alta Valvarrone.
Attraversiamo il torrente Varrone su un ponticello in sasso e seguiamo il largo
falsopiano giungendo in breve tempo all’Agriturismo Giabì. Ci innalziamo sino
al piccolo ma grazioso nucleo di baite
di Gebbio. Tralasciato il sentiero in ripida salita che sale al Rifugio
Vecchia Casera, puntiamo alla baita che porta la scritta “Gebio” e, dopo un breve su e giù, ci abbassiamo, abbandonando la
carrareccia poco più avanti, dirigendoci verso un’inclinata passarella di ferro
dove attraversiamo il torrente “saltando” di
sasso in sasso. Risalita la passarella mal concia, entriamo in un fitto bosco,
dove ci rialziamo con frequenti serpentine e, dopo aver attraversato due piccoli
corsi d’acqua, nei pressi di un albero che reca una poco visibile scritta “Lago”, prendiamo un sentierino poco
evidente e raggiungiamo il Lago di Losa posto in una forra spettacolare ma un po’ nascosta. Il ritorno lo facciamo
ripercorrendo i "nostri sassi" e i nostri passi, fino alla zona industriale di
Premana.

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