Galdino
“Gli errori fanno parte del gioco.
La cosa importante è quello che facciamo dopo”.
“Gli errori fanno parte del gioco.
La cosa importante è quello che facciamo dopo”.
Il Sentiero dell'Acqua di San Pellegrino Terme è un itinerario escursionistico ad anello (la lunghezza la puoi decidere tu) situato nella Valle del Bojone che parte, alle spalle dello storico centro termale. Passando per suggestivi antichi borghi e località panoramiche (Paradiso, Aplecchio, …), attraversa la valle, famosa per la sua natura rigogliosa, le sue piccole fresche cascatelle naturali e pozze generate dal Rio Bojone. La sorgente del Rio Bojone sgorga nell’omonima località. È l’acqua che disseta S. Pellegrino, alimentando l'acquedotto comunale. Lo spettacolo acquatico e il piacevole suono generato dallo scorrere dell'acqua lungo le piccole rapide è veramente appagante. Il Rio Bojone, affluente del Brembo, è censito all'anagrafe della Regione Lombardia con svariati nomi: Rio Borlezza, Boione, Borlesca, Bujone, Bagione o Bertesca. All'inizio del '900, quando la lettera "I" era tra due vocali, ad esempio due "O", veniva trasformata i "J", da qui il nome Bojone equivalente di Boione. L'origine del nome stesso sembra risalire al "bollire" in dialetto "boi" dell'acqua che sgorgando dal basso nella sorgiva produceva grosse bolle d'aria. Mentre mi godo la bella frescura, scelgo le mie prossime tappe di oggi. Dalla sorgente, tramite un sentiero che corre (beato lui!) sulla costa opposta della montagna mantenendosi quasi totalmente in piano e ombreggiato, mi dirigo verso le Grotte del Sogno, un complesso di grotte scavate dall’acqua nella dolomia. Oggi sono chiuse!. Furono scoperte nel 1931 dallo speleologo pioniere Ermenegildo Zanchi, che diede loro questo nome onirico poiché all’interno delle grotte gli pareva di vivere un sogno. Zanchi fin da subito notò il potenziale turistico del luogo e insieme al suo team di speleologi attrezzò le Grotte del Sogno per aprirle al pubblico già l’anno successivo alla scoperta, facendo da guida per le visite. Furono le prime grotte in Lombardia e tra le prime in Italia a diventare fruibili a livello turistico. Alla morte di Zanchi nel 1969, però, le grotte furono chiuse e tali rimasero fino al 2012, quando un gruppo di giovani volontari di San Pellegrino si diede da fare per renderle di nuovo fruibili. Con pochi passi raggiungo la Vetta, punto di arrivo della funicolare. Scendo (a piedi!) dalla parte opposta, verso la storica frazione di Frasnito, alla ricerca della Cascata Pissarota. L'itinerario è stato di recente rimesso a nuovo e reso accessibile. Nell’emozionante Valle degli Zocchi, incastonata tra le pendici del Monte Zucco e del Pizzo del Sole, si trova questa imponente cascata pietrificante di cui pochi conoscono l’esistenza. Il termine “Pissarota”, in rigoroso dialetto bergamasco, deriva dall’unione delle parole “Pissa” (urina) e “rota” (rotta o spezzata). Un appellativo dal suono curioso che richiama l’aspetto del corso d’acqua, il quale non scende in mondo uniforme ma appare frammentato spezzandosi lateralmente lungo la parete rocciosa. Il flusso naturale dell’acqua si sviluppa lungo un salto roccioso che presenta un’altezza pari a 20 metri circa, tra due differenti tipologie di rocce: una dolomia carbonica massiccia, appartenente alla formazione della Dolomia Principale e una roccia più tenera, scura e friabile, in altre parole l’argillite della formazione di Riva di Solto. Entrambe risalgono al periodo Triassico, dell’Era Mesozoica, rendendo il sito di grande interesse dal punto di vista geologico. Considero questa cascata un vero e proprio “monumento naturale” roccioso e rientro verso i monumenti della S. Pellegrino storica. Sicuramente i due edifici che maggiormente incarnano lo spirito del tempo, la corrente artistica del Liberty, durante il periodo della Belle Époque, sono il Grand Hotel (1904) e il Casinò (1907). Ma basta guardarsi un po’ intorno e si scoprono altri edifici come le Terme (1901), le stazioni del treno (1906), la funicolare (1909), la Villa Speranza (1913), …basta trovare il tempo di guardarsi intorno.

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