Edo e Galdi
“Chissà quante parole
contiene ogni libro”,
aveva aggiunto Lando.
“Migliaia, milioni” aveva detto il professore. “Ma più che la quantità conta lo loro qualità, che è merce rara. Solo i grandi scrittori le sanno scegliere con cura, una per una, e metterle nel posto giusto per costruire una frase, ogni piccola frase, e così permettere ai nostri pensieri di trasformarsi in emozioni, ricordi, speranze, timori, o semplicemente curiosità. L’importante è che tutto questo faccia crescere la voglia di sapere. Anche quando si parla bisognerebbe fare così, ovvero scegliere con cura le parole da dire. Giovane Basilio, la vedo imbambolato; a cosa sta pensando?”.
“Al domatore di rondini”, aveva risposto lasciando tutti a bocca aperta.
“E chi sarebbe, esattamente?”.
“Una volta siamo andati fino ad Asti e in una fiera ho visto un uomo che giocava con diversi animali e tra questi, su un filo che aveva steso sopra il suo carrozzone, c’erano anche le rondini. Lui faceva dei piccoli fischi e le rondini si spostavano con un saltello da una parte all’altra. C’era tanta gente a guardare, e lui a un certo punto ha spiegato che stava insegnando a questi uccelli a trovarsi una giusta posizione nella fila, perché solo così, all’arrivo del primo autunno, avrebbero trovato il modo migliore e il coraggio necessario per spiccare il loro volo verso sud. Le parole sono come le rondini”.
“Migliaia, milioni” aveva detto il professore. “Ma più che la quantità conta lo loro qualità, che è merce rara. Solo i grandi scrittori le sanno scegliere con cura, una per una, e metterle nel posto giusto per costruire una frase, ogni piccola frase, e così permettere ai nostri pensieri di trasformarsi in emozioni, ricordi, speranze, timori, o semplicemente curiosità. L’importante è che tutto questo faccia crescere la voglia di sapere. Anche quando si parla bisognerebbe fare così, ovvero scegliere con cura le parole da dire. Giovane Basilio, la vedo imbambolato; a cosa sta pensando?”.
“Al domatore di rondini”, aveva risposto lasciando tutti a bocca aperta.
“E chi sarebbe, esattamente?”.
“Una volta siamo andati fino ad Asti e in una fiera ho visto un uomo che giocava con diversi animali e tra questi, su un filo che aveva steso sopra il suo carrozzone, c’erano anche le rondini. Lui faceva dei piccoli fischi e le rondini si spostavano con un saltello da una parte all’altra. C’era tanta gente a guardare, e lui a un certo punto ha spiegato che stava insegnando a questi uccelli a trovarsi una giusta posizione nella fila, perché solo così, all’arrivo del primo autunno, avrebbero trovato il modo migliore e il coraggio necessario per spiccare il loro volo verso sud. Le parole sono come le rondini”.
Tratto da LA LUCE DEL PRIMO MATTINO di Franco Faggiani - 2026 - Fazi Editore

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