giovedì 18 marzo 2021

 GALDI - 17 marzo 2021

Zona rossa ma, dopo tre giorni di vento freddo e forte, zona di sole! Mi avvio lungo la Costa della Campi, con i suoi muri a secco e gli alti pratoni, a lato della Val Tinella e della Valle Rosegat. Parto, come ogni zona rossa impone, da casa545 per passare da Disdiroli689, Rudicchio824, Neverola935 e arrivare ai Piani1001. Percorso boschivo-pratoso che evidenzia l’inizio di una bella fioritura primaverile. Il ritorno è tutto “nuovo”: scendo verso le “Due fontane” e sbuco al vecchio crocefisso in località Cavallaro conosciuto da oltre 100 anni come “Ol signur dol Caaler”.
Stasera Real Madrid-Atalanta o continuo il mio studio demografico sui cacciatori-raccoglitori europei del Paleontologico Superiore durante l’Ultimo Massimo Glaciale: devo trovare le espressioni più corrette per chiosare le conclusioni dopo averle rettificate. 





























domenica 14 marzo 2021

 GALDI - 13 marzo 2021

Il grido diventò una cacofonia che rimbalzò fino in valle:
“Cosa faccio a casa per tre settimane?”.

e le opere in pietra, il Foo Grant…lo stracchino!

Figure religiose, filosofiche e letterarie o persone realmente conosciute. A descriverlo sembra quasi un corteo, quello che popola i boschi del piccolo paese di Brumano, in Valle Imagna. Eppure, lungo quell'antica mulattiera percorsa un tempo dai viaggiatori, non vi sono persone bensì meravigliose e intriganti opere in pietra, diciassette per la precisione, realizzate fra il 1926 ed il 1934 da Carlo Vitari, curiosa personalità artistica piuttosto conosciuta all'epoca (CLICCA QUI)
Chi decide di avventurarsi lungo la mulattiera, partendo dal “Put de l'Ansarol” non può che stupirsi nello scoprire un percorso colmo di vita, di guizzi di luce che penetrano dalle fronde degli alberi e accarezzano con dolcezza le figure, da decenni silenziosi osservatori dell'inesorabile scorrere del tempo. L'occhio più esperto, poi, potrebbe riconoscere la tecnica scultorea del maestro Vitari, in grado di dare vita alla pietra asportandone, mediante l'uso di strumenti, le parti superflue per permettere alla forma di emergere dalla superficie grezza. Una tecnica difficile, che non ammette errori. Tanto complessa da essere padroneggiata nel tempo solo da grandi nomi della storia dell'arte, come Buonarroti, Bernini e Canova. I bassorilievi si trovano ancora, quasi tutti, nel luogo dove sono stati pensati e scolpiti, mentre una piccola parte è stata spostata per far sì che venisse salvata dalla distruzione.
Risalendo i vasti alti pratoni punteggiati da tante baite e cascine si arriva al Foo Grant che, senza esagerare, è uno dei faggi più belli di Lombardia. Per quanto riguarda lo stracchino…non dico niente!