mercoledì 17 gennaio 2024

 Galdino
Alùra? Gh'è mia mal!


“C’era una volta un uccellino che stava migrando a sud per l’inverno, ma incappò in una violenta grandinata e precipitò a terra. Stava congelando, quando passò di lì una mucca e gli cacò addosso. La cacca tiepida lo riscaldò e l’uccellino ne fu così lieto che si mise a cinguettare. Passò di lì un gatto, incuriosito da quel trambusto. Il gatto chiese se poteva essere d’aiuto, vide che si trattava di un boccone prelibato e si mangiò l’uccellino. La morale della favola è: quelli che ti cacano addosso non sono per forza tuoi nemici e se sei contento e al caldo, anche se in un mucchio di merda, tieni la bocca chiusa. Mi sono spiegato?”. Tratto dal libro LE CENERI DI ALESSANDRIA di Steve Berry - 2007 - Casa Editrice Nord.

Freddo ...bauuuu! Sarebbe comodo stare in casa davanti al camino acceso. Ma oggi non voglio farmi …influenzare dall’inverno! Mi ricordo …Il postino suona sempre due volte …romanzo/film del 1981. Evvabbè!, puoi spiegarti meglio! E’ una metafora: significa che prima o poi le proprie colpe si pagano …sempre!. Nel mio caso, ritorno nel giro di poche ore (!) alla Chiesa di Santa Maria del Lavello, luogo religioso/artistico molto gradito, per "picchiare il naso su alcune cose" che mi sono sfuggite.!. Breve racconto fatto di didascalie alle foto: se vuoi qualcosa di più completo …CLICCA QUI. Et voilà, ça va sans dire! C’est plus facile!











ANNUNCIAZIONE fine 1400 / inizio 1500



Teca con  ciò che resta dell'ABITO DELLA MADONNA

MADONNA IN TRONO CON BAMBINO fine 1400


Affresco della CROCIFISSIONE 1487

Affresco della NASCITA DI MARIA



domenica 14 gennaio 2024

 Galdino
Alùra? Gh'è mia mal!


Forse il silenzio è qualcosa che è arrivato da un altro mondo
e adesso è qui in esilio, in mezzo al rumore,
come un angelo caduto. 












Il mio amico Martino ...di professione pescatore!





venerdì 12 gennaio 2024

 Galdino
Alùra? Gh'è mia mal!


Si parte dall’imbarcadero di Brivio …che dirvi, il caffè è buono! Si segue la panoramica alzaia dell’Adda fino al vecchio cippo confinante oltre in quale si entra in Olginate. Seguendo sempre le varie svolte del fiume, si giunge al secondo ponte di Olginate: lo si riconosce facilmente in quanto, ben visibili, ci sono le chiuse della diga. Leggera deviazione per la Panchina Gigante Letteraria: “perchè si possa tornare a guardare alla vita con gli occhi di un bambino”. Attraversato il ponte si segue l’altra riva del fiume e, tra vari parchi, si arriva ...poco a valle di Lecco, sulla riva sinistra del fiume Adda e ai margini dell’antica Valle San Martino: qui sorge un luogo d’istintivo richiamo, il convento dei Servi di Maria con annessa chiesa della Beata Vergine del Lavello. Il Lavello, fu un piccolo abitato con castello (facciamo due passi indietro: parliamo del 1014) a controllo del guado. Poco distante, vi passava l’importante strada militare che collegava Verona, Brescia, Bergamo, Como. Nella guerra fra Guelfi e Ghibellini, il castello fu distrutto e l'insediamento del Lavello fu abbandonato: fu frequentato solo da banditi e contrabbandieri fino all’arrivo di “Jacomino heremitto” alla ricerca di un’oasi di pace e serenità. Riedificò la chiesa, dove scoprì un avello da cui scaturì una fonte di acqua purissima. Il primo, di una lunga serie di miracoli, avvenne nel 1480. Nel 1490 i Servi di Mari consacrarono la ricostruita chiesa. Con la peste del 1630, il Santuario fu trasformato in lazzaretto e tutti i frati perirono durante l’assistenza ai malati. Il luogo volgeva oramai al declino e nel 1772 fu soppresso. Nel 1872 fu assegnato alla Vicinìa di Lavello, Corte e Foppenico per poi essere incamerato nel 1927 nel nuovo comune di Calolziocorte. Breve visita al chiostro minore e a quello maggiore con arcate a tutto sesto coperte da volte a crociera. Si entra in chiesa …bellissima! Mi accoglie una raccolta di vecchi presepi di carta: i presepi dei nostri bisnonni! Il presbiterio è sdoppiato in due cappelle arricchite da affreschi. La pala è del Porlezzino, datata 1603. Ma quello che lascia veramente a bocca aperta è l’arco trionfale, del 1597, con le storie della Vergine. Con la rimozione del pavimento, per restauro, viene portato in evidenza la struttura del primitivo edificio religioso medioevale: in particolare l’altare, straordinariamente conservato. Grazie ad un apposita struttura a vetri, è possibile osservare anche l’antica fonte miracolosa. Che dire …veramente stupefacente! Da vedere assolutamente! Riattraversato il primo ponte, ritorno sull’alzaia del fiume, facendo piccole deviazioni di …curiosità!. La macchina mi aspetta …dove l’avevo lasciata!