martedì 28 luglio 2026

 GALDINO
Tanto ci pensa il tempo ad aggiustare le cose,
anche se un po’ del nostro ce lo dobbiamo mettere…”.


Tratto da I MERCANTI DI STAMPE PROIBITE di Paolo Malaguti - 2013 - Bottega Errante Edizioni.

“Trinca”, disse il Grimo. Questa fu la sua presentazione di quella bevanda affascinante e complessa che si chiamava e si chiama Chartreuse. […] Ad ogni modo, non era il caso di discutere gli ordini del vecchio, soprattutto quando aveva già pagato per la bevuta. Pertanto, Antonio, imitando il suo maestro, ingollò senza fiatare il liquido verde. In bocca, sulla lingua, e poi in gola, la prima sensazione fu di improvviso, violento bruciore. Sembrava che, per qualche alchimia, quel liquido che pure, nel prendere il bicchiere, aveva ben sentito essere freddo, si fosse infiammato, ed ora ardesse nel suo corpo. L’istinto fu di sputar subito quella diavoleria, ma ecco che, nel far muovere e spandere il liquore tra lingua e palato, fu come se si aprisse uno scrigno zuccherino Era come una lenta colata di miele e di fiori, e di erbe profumate, che riempiva la bocca, il naso, la gola, e saliva su per la fronte, dilatando i pori della pelle, pervadendo la testa, e poi il collo, di un’onda benigna di morbidi effluvi, come se un’intera primavera, ma più frizzante, più saporosa, fosse sbocciata tutta in una volta nella sua bocca. Quand’ebbe trangugiato il liquore, Antonio sentì nello stomaco, fortunatamente già abbastanza pieno perché si era nel dopocena, lo stesso intenso calore propagarsi, e di lì sciogliergli le gambe, facendolo rilassare, e facendogli improvvisamente vedere con occhio benigno il Grimo, la locanda, il tondo intero. Era come se nella sala si fosse accesa una grande lanterna cinese, che ora proiettava i suoi riflessi rosa, gialli, azzurri tutto intorno, colorando di sfumature impensabili le superfici, gli oggetti e le persone, prima avvolte nella caligine opaca della banalità. “E uno”, borbottò il Grimo, quando colse l’effetto che il liquore iniziava ad avere sul suo discepolo, […] “ndemo vanti!”. Non si sa quanti vedrosini pieni dell’elisir verde vennero serviti ad Antonio: alla line l’oste portò direttamente la bottiglia, che in breve rimase vuota. Sicuramente Antonio ricordava un fatto strano: mano a mano che la bevuta proseguiva, il bruciore della Chartreuse diminuiva sulle labbra e in gola, mentre aumentava il calore nel corpo, e aumentavano, soprattutto, la luce e l’arcobaleno della lanterna cinese che rallegrava, come un faro, l’intera locanda e, da lì, dilagava per l’universo tutto, facendo sentire Antonio in perfetta armonia con se stesso e con ogni altro essere vivente. A un bel momento, sul volto del ragazzo apparve un sorriso ebete. “A posto!”, rise il Grimo […] “Te si partìo dea bona”.




















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