domenica 1 novembre 2026

 Edo e Galdi

“…nell’aria mi accompagnava il profumo dell’autunno, che sa di terra umida e foglie. Mi lasciavo alle spalle la montagna, i colori di quella stagione dalle tinte calde del bosco che iniziavano ad accendere gli alberi di rosso, d’arancio, di giallo, quasi fossero d’oro una volta che anche il sole li illuminava, soprattutto verso il tramonto”. Tratto da LA BENANDANTE di Chiara Polita - 2026 - Marsilio Editori. 

Una staccionata di legno quasi a sbalzo sul lago, e sotto, limpidissimo, stretto ai piedi del Monte Cornizzolo, il Lago del Segrino. Il Monte Scioscia è una di quelle escursioni poco distanti da casa, facile, breve, con un panorama che si apre all'improvviso alla fine di un sentiero tra i castagni. Sul Monte Scioscia ci vai una mattina, senza averci pensato il giorno prima, e torni con testa un panorama che non si dimentica facilmente. Siamo nel Triangolo Lariano, quella porzione di monti incastrata tra i due rami del Lago di Como, nei comuni di Proserpio e Canzo, provincia di Como. La cima è da collina brianzola, non da alpinismo, ma il belvedere che si apre ha la qualità visiva di posti molto più lontani e più faticosi da raggiungere. Sotto, quasi a picco, sta il Lago del Segrino: uno specchio d’acqua di poco più di un chilometro di lunghezza, alimentato da sorgenti carsiche sublacustri. Più lontano, nella pianura brianzola, il Lago di Alserio e Pusiano. Nelle giornate di massima visibilità (non oggi!) lo sguardo arriva alla Pianura Padana e, oltre, l’arco delle Alpi. Il Belvedere del Monte Scioscia è una spianata attrezzata con rustiche panchine di legno, una staccionata che si affaccia sul versante ripido verso il Segrino e pannelli esplicativi sulla flora e sulla fauna del Triangolo Lariano. In un antico castagno ai margini del belvedere è stato intagliato un suggestivo bassorilievo dello scultore Alberto Galbiati, uno di quei dettagli che si trovano solo nei posti frequentati con cura da chi li abita. Da “cercare di vedere” il Funtanin dal Luf (Fontanino del Lupo), una sorgente tra le rocce e il Sass de la Pulenta, un caratteristico masso erratico. Da “cercare di vedere”… La cima vera e propria del Monte Scioscia si trova poco oltre il Belvedere, ma essendo interamente circondata dal bosco fitto non offre visuali aperte; il punto panoramico d'eccellenza resta l'anfiteatro del Belvedere. Al ritorno uno sconnesso sentiero che, chissà perché, lo abbiamo chiamato il Sentiero dei chiodini… chissà perché!