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sabato 23 agosto 2025

 Galdino


Approfitto del breve time out tra due temporali per fare quattro passi …in casa. Oddio, più giusto dire che parto da casa …a piedi! Intenzione: vedere il nuovo sentiero inaugurato i primi giorni di agosto corrente anno, una valletta dimenticata da Dio …fino a oggi! Raggiungo il Percorso Vita (Al Gatù) al vecchio ponte romanico in sassi, con la sua bella cascata, di Cà Prospero. Si snoda lungo il torrente Imagna, attraversando il territorio di Rota d’Imagna, Locatello e Corna Imagna. Una sterrata ciclo-pedonale immersa nel verde con, in ordine d’incontro, le coltivazioni di alberi di mele della Valle Imagna, un allevamento di struzzi, spazi per attività sportive, aree attrezzate per pic-nic,… Al laghetto per la pesca sportiva di Selino Basso, m’immetto sul Sentiero del Dono. E’ un percorso ad anello inaugurato pochi anni fa: raggiunge il Santuario della Cornabusa, incastonato sul versante di un monte a picco sulla valle e inserito all'interno di una grotta in cui sgorga una sorgente d'acqua (“il Santuario più bello che esiste, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”) e si spinge, se volete assaporare il gusto amaro di una bella salita, fino a Costa Imagna. Ma dopo Cà Frosio (secolo XVIII-XIX),…per andare dove devo andare, …dove devo andare? …una variante mi permette di raggiungere il Sentiero della Al del Casì. Si sviluppa tra le frazioni di Selino Basso, Cepino e Mazzoleni: un angolo incontaminato che, dopo un lungo (tre anni!) lavoro di pulizia e sistemazione di antichi sentieri e mulattiere da parte di volontari, andati ormai dimenticati dal tempo, riprende vita. L’antico sentiero, che prende il nome dalla valletta che attraversa (Valle Casino), è un luogo immerso nel verde, ricco di cascate lungo il suo torrente. Silenzio! Adesso parola alla natura!































domenica 17 agosto 2025

 Galdino

Se la vita ti mette di fronte a un bivio, tu bivi! Bivi sempre !!!
(cartello posto tra le bottiglie di birra)


Allungandosi (Cardinal Bascapè) la passeggiata, si finiva a desinare in una delle antiche osterie fuori porta dove ci si sedeva attorno a certe tavole lunghe, con tante persone che non si conoscevano tra loro: monsignori e venditori di terraglie, pellegrini e madri badesse, vescovi e barrocciai, briganti di strada e musicisti e pittori se ne stavano tutti insieme, senz’ombra di imbarazzo o di fastidio, a contatto di gomito; e ci fosse anche capitato un cardinale, o il Papa in persona, l’aiutante dell’oste gli avrebbe sciorinato, tra i nomi dei piatti romani pronti quel giorno, i cazzetti d’Angelo e le zinne di Sant’Orsola, i cojoni der Papa Re e la pagliata dell’ Agnusdei, come aveva già fatto con gli altri clienti; e poi ancora alla fine del pranzo gli avrebbe offerto in omaggio un bicchierino di vin santo, o di lacrima Christi: da bersi a la facciaccia, o a li mortacci, di chi eventualmente gli voleva male.

Tratto da LA CHIMERA di Sebastiano Vassalli - 2014 - Rizzoli

















lunedì 11 agosto 2025

 Galdino e
gli amici della UOEI

Il ritorno al paese natio, il primo grande quadro dipinto a Maloja

Mi piace leggere. L’attuale libro (IL CERCATORE DI LUCE / Carmine Abate / 2021 / Mondadori) racconta un’appassionante storia famigliare e v’intreccia con maestria la straordinaria avventura esistenziale e artistica di uno dei nostri più grandi pittori, muovendosi, con autorevolezza, dal Trentino di Arco e della Scanuppia, paradiso naturale degli urogalli, alle altezze sublimi di Maloja, all’altopiano della Sila, monumento alla bellezza nel cuore del Mediterraneo. Un potente romanzo corale che affronta temi universali: la vita, la natura, la morte, gli stessi del famoso Trittico della Natura di Giovanni Segantini, riconosciuto nel mondo come il pittore dell’alta montagna, grande innovatore della pittura alpina, il cercatore della bellezza della luce (per sconfiggere il buio della morte),... Quindi, questa escursione arriva nel momento più opportuno, direi che …capita “a fagiolo”! Numerose volte, con gli amici della UOEI, sono stato in Engadina, nel Cantone dei Grigioni in Svizzera: Silvaplana, St. Moritz, Pontresina, Morteratsch, Guarda,… Oggi mi fermo a Maloja, subito dopo l’omonimo passo. Nel bel mezzo del “paradiso terrestre”, davanti al lago di Sils, e precisamente da Sils Baselgia parte il nostro sentiero. Lo percorrerò con occhi spalancati, curiosi e avidi che si poseranno su ogni angolo per carpirne anch’io, come l’amico Segante, i segreti. Maloja ti aspetta, Galdi… Gli amici hanno già imboccato il sentiero verso il villaggio di montagna Grevasalvas, conosciuto come il “Villaggio di Heidi”. Vi ricordate …le caprette ti fanno ciao. Comunque, di caprette manco una! Ci spostiamo a Blaunca per proseguire verso il Pian di Zocca. Il paesaggio-cartolina è èccezzziunale... veramente. Ma iniziano i dolori! Con la giornata caldissima, attacchiamo un’erta salita passando vicino alla Cascata di Lunghin. Mi si accende la spia rossa delle energie e…torno sui miei passi! Coloro che sono arrivati al lago, mi racconteranno che non è una singola cascata ben definita, ma piuttosto un insieme di salti d'acqua e ruscelli che scendono dai pendii circostanti, creando scorci suggestivi, un vero paesaggio alpino. Comunque, tutta la fatica della salita viene ricompensata dalla visione di quel cielo. Immenso. Il Lago Lunghin, è posto su di un balcone roccioso, dove, nelle sue scure acque, si specchia la piramide del Piz Lunghin. In alto svettano montagne squarciate dalla cascata crepitante: l’unica voce che sentono, il sussurrio di un vento fresco e l’eco di muggiti in lontananza. E poi il silenzio. La traversata assume l’aspetto di una magnifica balconata sui Laghi di Sils e di Silvaplana. Il paesaggio è tutto segantiniano con le mucche svizzere, i prati verdissimi con ancora molte fioriture e le cime innevate sullo sfondo. Le nuvole, punto di contatto tra la terra e il cielo. Non è semplice per me trovare parole precise e luminose come le sue pennellate per descrivere quello che sto vedendo. Tutta questa bellezza che mi formicola in fondo alle pupille. Mi sembra di intravvedere la tavolozza di Giovanni: per un pittore è il miglior quadro che l’artista può fare, un arcobaleno di colori secchi e luminosi. Si ritorna a Pian della Zocca e da qui direttamente a Maloja, dove, nel abbondante tempo che mi rimane, cerco i “luoghi” dell’amico Segante: il Motel Kursaal, oggi Maloja Palace Hotel con il suo giardino montano dell’Eden, oggi é rimasto il lungo viale alberato di tigli; lo chalet Kuoni con l’atelier Segantini, oggi abitato dai discendenti; l’Osteria Vecchia, oggi Hotel Schweizerhaus; la Torre Belvedere del castello disabitato; la chiesetta bianca dal campanile rosso; le Marmitte dei Giganti; il camposanto piccioletto, dove è sepolto. Ho la fortuna di trovare nella Chiesa Bianca di Maloja una mostra del Maestro con una cinquantina di riproduzioni dei suoi quadri. L’orario di partenza per il ritorno è giunto: non siamo noi ad abbandonare i luoghi, sono loro che abbandonano noi. Nel senso che, appena pensiamo a malincuore di partire, non ci trattengono per le radici, ma ci lasciano andare altrove, spesso ci costringono. E quando ci accorgiamo dell’inganno è troppo tardi per ritornare sui nostri passi. Chi si illude del contrario non ha capito nulla dell’anima dei luoghi, che sa essere accogliente come  il nido di un passero e subdola come la ginestra spinosa: cosa te ne fai del suo profumo se ti punge a sangue? Ritorno nella mia bella verde valle: casa tua può sostituire il mondo, il mondo giammai casa tua, …dice un vecchio detto. Anch’io…voglio vedere le mie montagne. La candela della lanterna magica si è consumata e spariscono le immagini di questa domenica indimenticabile. Mi ricorderò la luce del sole del mattino che mi ha svegliato con un bacio sugli occhi, mi ha seguito per tutta la giornata e si è trasformata, nel pomeriggio, in pioggia di luce sfavillante sull’acqua dei laghi. Non siamo noi a scegliere i luoghi, sono loro che scelgono noi...

In corsivo le frasi tratte dal romanzo, epico e visionario.