giovedì 15 giugno 2017

IL PONTE DELL'ARCOBALENO

C'è un posto in Paradiso chiamato "Ponte dell'Arcobaleno", 
dove un animale va quando muore.
Ci sono prati e colline per tutti,
così che possano correre e giocare insieme.
Mirca, per gli amici Mirca,
mi aspetta al "Ponte dell'Arcobaleno" 
dal marzo 2015. 

C'è tanto cibo, acqua e sole,
e tutti sono al caldo e stanno bene.
Quelli che erano vecchi e malati
sono ora forti e vigorosi.
Quelli che erano feriti o storpi e quelli che noi
abbiamo usato, senza ritegno e rimorso, per i nostri bisogni,
sono di nuovo integri e forti.
Tutti sono felici e contenti,
tranne che per una piccola cosa:
quelli che sono stati cari a qualcuno,
e che hanno dovuto lasciare indietro coloro che hanno amato, ne sentono la mancanza.....
Striscia, per gli amici Stri,
mi aspetta al "Ponte dell'Arcobaleno" 
dal dicembre 2015.

Corrono e giocano insieme,
ma un bel giorno uno di essi improvvisamente
si ferma e guarda lontano, verso l'orizzonte.
I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l'impazienza:
tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre,
volando sul verde prato, sempre più veloce.
Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme,
vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia,
per non lasciarvi più.


Book, per gli amici Nuvola:
siamo insieme dal maggio 2015.

Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso:
le tue mani accarezzeranno di nuovo l'amata testolina
e fisserai ancora una volta i suoi occhietti fiduciosi,
per tanto tempo lontani dalla tua vita
ma mai assenti dal tuo cuore.



Allora attraverserete insieme
il "Ponte dell'Arcobaleno".....

lunedì 12 giugno 2017

Il Resegone, la cui cima più elevata è la Punta Cermenati m1875, si erge sul confine tra le province di Bergamo (estremità nord-ovest della Valle Imagna) e Lecco. Composto per lo più da Dolomia risalente al Triassico Superiore (circa 210 milioni di anni fa) è di origine marina. Infatti è emerso dalle acque, presumibilmente nei pressi di Valtorta, e poi scivolato lentamente fino ad assestarsi nella sua attuale posizione. Il Monte Resegone (detto un tempo Munt Serada) prende il nome dal suo celebre profilo, in cui le molte punte ricordano la lama di una sega (resega in dialetto lombardo).

L’Anello del Resegone consente di percorrere il periplo dell’intera montagna attraversando i diversi habitat boschivi, prativi e rocciosi, con spettacolari punti panoramici e tappe didattiche alla scoperta delle tradizionali attività del bosco, delle miniere di piombo e della storia dei luoghi. Punto di partenza e conclusione del percorso è la stazione della funivia dei Piani d’Erna. Durante la camminata si attraversano faggete in cui sono riconoscibili le aie carbonili (ajal), testimonianza degli antichi pojat (carbonaie). Lungo il tragitto è possibile far tappa al Buco di Flera, imbocco delle ottocentesche miniere di galena (solfuro di piombo), una delle quali è stata recuperata ed è attualmente visitabile.

Galdin Positioning System
Lunghezza: 16 km (più qualche metro...4000?)
Dislivello: 900 metri (ma non stiamo a guardare i cm!)
Tempo: Sereno / 6.15 ore (quarto d'ora più! quarto d'ora... più!)


Raggiungiamo con un salto di 700 metri la stazione d’arrivo della funivia a m1320. Intanto che abbiamo ancora tutto il vibram della suola, con 10 minuti di "salitella" dalla stazione della funivia andiamo al Pizzo d’Erna m1362: un punto panoramico veramente fa-vo-lo-sooo!

Da qui scendiamo lungo la strada sterrata fino alla Bocca d’Erna m1291. Un sentiero nell’erba ci porta alla Sorgente Pesciola m1300. Oltrepassata la sorgente proseguiamo in salita, prima nel pascolo poi nel bosco di faggio, fino al Passo del Giuff m1515, valico che ci porta sul versante orientale del Resegone e massima altezza dell'anello. Inizia la Foresta Regionale, il cui confine seguiamo integralmente per molte ore. Attraversiamo una fitta faggeta e dopo un tratto in discesa incrociamo il sentiero che sale da Morterone: siamo alla Sorgente delle Forbesette m1400. Poco oltre incrociamo una vecchia “calchera” (fornace per la calce) e un "pojat" (carbone).



Proseguendo in piano, usciamo dal bosco e giungiamo ai Castelli m1400: siamo sul DOL, Dorsale Orobica Lecchese (o Dolori Origine Lombare??) e all’inizio della dorsale erbosa della Costa del Palio: benvenuti a casa mia in la Valle d’Imagna! In leggera discesa, prima attraverso un prato, poi nel bosco, arriviamo al rifugio Resegone m1266 gestito dal CAI di S. Omobono Terme di recente costruzione. Scendendo arriviamo ad un promontorio, dove abbandoniamo il sentiero del Resegone, iniziando un traverso che ci porta alla Cascina Zucchero m1163. Superata la cascina, con una discesa un po’ ripida, una traccia ci porta sull’antica mulattiera Brumano-Lecco m1076. La imbocchiamo verso destra e iniziamo una traversata nel bosco, il leggera salita, fino al Passo la Porta m1123 (confine tra Rota Imagna e S. Omobono Terme). 



Lasciata una santella votiva alla Madonna di Gerosa, proseguiamo in salita, lungo il versante Sud del Resegone. Dopo un breve strappetto, ad un bivio sopra una cascina, lasciato il DOL, siamo al valico La Passata m1244 (confine tra la bergamasca e il lecchese). Qui troviamo i cippi di confine fra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano. Proseguiamo in un saliscendi fino al Buco di Frela m1225 (miniere) e allo Zucco Rolla m1250 e scendiamo brevemente sul fondo di un canalone dove finisce la Foresta Regionale. Risalito il versante opposto arrivando al Rifugio Alpinisti Monzesi m1173. Superato il rifugio breve ma ripida salita verso il Passo del Fo m1296 e alla capanna Giacomo Ghislandi. Ospitati dal CAI di Calolziocorte possiamo pranzare al sacco e usufruire dell'attrezzatissimo e nuovo baretto del rifugio.



Valicato il passo ci dirigiamo al punto di partenza evitando un sentiero (EE) con brevissimi ma impegnativi tratti messi in sicurezza: all’inizio volevamo fare questo ma…..!. Scendiamo dolcemente prima alla Cornesetta m1204, quindi alla Costa, passando sotto il rifugio Stoppani m890. Da li alla stazione della funivia…abbiamo messo le gambe in spalla...intanto eravamo arrivati!
Permettetemi...
un grosso complimento al nostro Lorenzo (otto anni) che ha bagnato il naso a molti di noi... a Luca che con grande volontà è arrivato ultimo MA E' ARRIVATO... a Mauro e Elisa per il grosso supporto profuso....a tutti i 58 partecipanti escursionisti e non "ciuciamentine"...a quei co___oni (ragazzi e adulti) che hanno raccolto le bandierine o, peggio, le hanno girate.
A questi ultimi auguro un foruncolo solo...ma...dove dico io... ciao!

lunedì 5 giugno 2017

Uno dei luoghi più evocativi e spettacolari della Valle Imagna è senza dubbio I Tre Faggi, immerso in uno scenario naturale e caratterizzato dalla presenza maestosa di tre faggi plurisecolari, cresciuti allineati in uno spazio ristretto con i rami che s’intrecciano tra loro e imponendo il nome al luogo stesso.
La località è situata a quota 1393 metri sullo spartiacque che divide la Valle Imagna e la Val Brembilla. I tre faggi sono considerati monumento naturale: come in una fiaba sbucano dietro un minuscolo bosco al termine di una breve passeggiata che da Fuipiano sale dolcemente ai pascoli di Pralongone.
Nelle strette vicinanze, posto su uno sperone di roccia, in un punto panoramico privilegiato da cui si può osservare l’intera valle e sua maestà il Resegone, è stata realizzata una santella circondata da una serie di pilastrini che ne delimitano “l’area sacra”.
La costruzione si presume sia avvenuta verso gli anni 50 del Novecento, con l’altare rivolto verso Fuipiano, realizzata completamente in pietra locale con le giunture dei conci di una particolare malta biancastra, che caratterizza la muratura stessa.
La tribülina dei Tre Faggi ricalca in pieno le caratteristiche tradizionali delle santelle che sorgono lungo le mulattiere che collegano tra loro i vari borghi della Valle.
Come già detto la cappelletta è circondata da una serie di pilastrini, ventidue per l’esattezza, a base quadrata dalle dimensioni di 40x40 cm. che rastremano verso l’alto prendendo forma triangolare, anch’essi realizzati in pietra locale con giunture in malta bianca.
Le interpretazioni in merito alla loro presenza deriva dal fatto che quattordici di questi, posti in posizione equidistanti rispetto alla santella stessa e allineati lungo un semicerchio, rappresentino le quattordici stazioni della Via Crucis, mentre i restanti otto, di un’altezza diversa rispetto ai primi, siano stati realizzati in seguito per delineare l’area.
Il passare del tempo, l’incuria da parte dell'uomo e la posizione in cui sorge, continuamente esposta alle intemperie, hanno fatto sì che buona parte di essi siano crollati e l’integrità che caratterizzava la costruzione è stata persa.
Al tempo stesso anche l’edicola ha problemi seri di distacchi di pietre oltre a essere stata soggetta a scariche elettriche provenienti dai fulmini: ciò si capisce dalle bruciature nelle crepe presenti nella volta.
L’iniziativa della sistemazione della santella dei tre Faggi nasce dalla volontà di tre gruppi alpini, Corna Imagna, Fuipiano Imagna e Gerosa, di sistemare un luogo caro a molti di loro, ma allo stesso tempo uno dei luoghi più significativi dell’intera valle.
Già nei primi mesi del 2016 è stato realizzato il monumento con l’asta per il Tricolore dedicato a Giovanni Zuccala, alpino disperso nella “Campagna di Russia” e proprietario del terreno.
Nei mesi scorsi è stato effettuato un attento rilievo al fine di presentare un progetto per la sistemazione della santella e la ricostruzione del circondario dei pilastrini nella posizione più consona, data la difficoltà nel capire quella originale a causa dei crolli degli stessi.
E’ stato deciso un programma che, in accordo con i gruppi alpini che volontariamente e a proprie spese parteciperanno alla sistemazione, porterà al completamento dell’opera in più fasi.
SABATO 3 GIUGNO 2017
ORE 19.00: FIACCOLATA CON PARTENZA DA GEROSA.
ORE 20.00: FIACCOLATA CON PARTENZA DA CORNA IMAGNA.
ORE 20.45: FIACCOLATA CON PARTENZA DA FUIPIANO.
ORE 21.00: RITROVO AI TRE FAGGI

DOMENICA 4 GIUGNO 2017
ORE 10.30: AMMASSAMENTO AI TRE FAGGI
ORE 10.45: ALZABANDIERA E DEPOSIZIONE DELLA CORONA DI ALLORO PRESSO IL MONUMENTO
ORE 11.00: SANTA MESSA A SUFFRAGIO DI GIOVANNI ZUCCALA
E I DISPERSI DI TUTTE LE GUERRE
ORE 12.30: RANCIO ALPINO
ORE 17.00: AMMAINA BANDIERA