martedì 5 luglio 2016

2-3 LUGLIO 2016
TRAVERSATA DA VIGO DI FASSA
A CAMPITELLO DI FASSA

Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perchè queste montagne, al tramonto si tingono di rosa. Secondo questa leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravvede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino. Ecco perchè in tedesco il Catinaccio si chiama Rosengarten, cioè Giardino delle Rose. Re Laurino regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento ed oro e possedeva altresì due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di dodici uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile. Un giorno il re dell'Adige decise di maritare la bellissima figlia Similde e per questo motivo invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio, tutti tranne Re Laurino. Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile. Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde, colpito dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all'istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì a spron battuto. I combattenti si lanciarono subito all'inseguimento per riportare indietro Similde, schierandosi in breve davanti al Giardino delle Rose. Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono. Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten, che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: nè di giorno, nè di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all'alba, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza: l'enrosadira.


...una funivia che da Vigo di Fassa porta al piano erboso di Ciampedie (m.1992) dove si può, ma che dico, si deve!...ammirare il grande panorama della poderosa parete del Catinaccio fiancheggiata dalle Torri del Vajolet. 


Addentrandosi in una fitta abetaia, si rimane per buona parte su un percorso pianeggiante.


Arrivati ad una conca molto aperta sulla quale sorgono i rifugi Catinaccio, Gardeccia (m.1949)
e Stella Alpina, il largo sterrato si inerpica.
  

Alzandosi ripidamente con larghe svolte sul fianco del salto delle Porte Negre sulle quali si trovano
i rifugi Preuss e Vajolet (m. 2246).


Un lauto pranzo a base di canederli e l'assegnazione delle stanze per il pernottamento
ci evita un grande diluvio con grandinata.


In pomeriggio, facoltativo (maccosavuoldire!!), si va al rifugio Re Alberto I (m. 2621). Speriamo in bene perchè le condizioni erano proibitive e" tirare sera" oltre al bellissimo panorama non c'è molto altro: carte, una buona lettura,...!!

Fortunatamente S. Sereno, il nostro protettore, ci permette di rischiare: ci si inerpica lungo la Gola delle Torri e grazie ad un comodo cavetto in acciaio arriviamo alla nostra meta. La fatica della salita (400 metri di dislivello bevuti 
tutti in un colpo!) viene premiata dal panorama mozzafiato. 


Le Torri del Vajolet che quasi si possono toccare , la conca del Garlt con il suo laghetto, la Croda di re Laurino e la parete nord del Catinaccio mentre una nebbia (maledetta!) comincia  a scendere.
Le Torri del Vajolet sono sette guglie ma le piùfamose sono la Delago, la Stabeler e la Winkler.


Via di corsa...di corsa si fa per dire!!
Ci prepariamo alla cena, e alla partita...uno assente c'era! La notte trascorre senza russamenti vari: solo un mega temporale con lampi e tuoni che ci fa pensare male per il giorno a seguire.


L'alba. Una bella giornata di sole ci aspetta: è proprio vero che non bisogna farsi dei cattivi pensieri prima del tempo!.


Foto ricordo e lasciamo il rifugio Vajolet su di un sentiero in regolare salita fino al rifugio Principe (m. 2601) e all'omonimo passo. Questi sono rifugi! 





Procediamo, sempre restando alla base del Catinaccio di Antermoia, tramite una selletta, in parte ancora innevata, verso il Passo Antermoia (m. 2770 - Cima Coppi).




“…sedendo e mirando, interminati
spazi…, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura.
…tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.”
Giacomo Leopardi

Scendiamo per una valletta di detriti fino sul fondo della Conca d'Antermoia e, su terreno molto arido, ci dirigiamo, dopo aver aggirato il delizioso laghetto, verso il rifugio Antermoia (m. 2496). In piano (quasi quasi mi dimenticavo cos'era la pianura!), un sentiero ci porta al passo di Dona (m. 2516): assolutamente bisogna girarsi per vedere la strada percorsa...una lacrima mi scende...non è sudore ma... emozione pura!!! 







Ci si abbassa fino al passo Ciaregole (m. 2282). Ci innestiamo nella Val Duron: il panorama cambia radicalmente dando sfogo al verde della natura  e alle spendide vedute sulle montagne circostanti (i Denti di Terrarossa, l'Alpe di Tires, il Sassopiatto). Raggiungiamo il rifugio Micheluzzi (m. 1850): il buon pranzo è a base di patate, 
spek e uova con una bella birra!


 

Alle porte di Campitello (m. 1448) incontriamo parecchie persone da pik-nik. A Chiedo loro se hanno pane e pesce. Alla loro risposta negativa accenno alla mia impossibilità di eseguire ...la moltiplicazione!! Sono stanco..anco..nco..co..o...ma veramente soddisfatto!!! 


Un ringraziamento: alla MariaGrazia per la sua costante e discreta presenza, per il suo allegro sorriso e per la sua  precisione; a Mauro, a cui faccio i miei sinceri (e un pò invidiosi!) auguri per il mezzo secolo di Dolomiti e per avermi "impregnato" della sua CULtura su queste montagne.
Una domanda: ma quelle persone che vengono a camminare e che fanno una gara di velocità in testa alla fila, alla sera, quando vanno a letto con la moglie sono...così veloci???

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