lunedì 14 agosto 2017

13 agosto 2017

Erano parecchi anni che non salivo in cima al Resegone. Ma cosa volete che vi dica! Sapete bene che le cose sotto il naso sono quelle che non si trovano mai!! Resegone: un nome famoso anche per chi non è di queste parti. Manzoni lo descrisse nel primo capitolo dei Promessi Sposi: "il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune". Beh, lasciamo da parte i ricordi della scuola e veniamo ad una realtà fatta di rocce bianche, prati verdi e panorami che lasciano a bocca aperta.
Oggi, "stremato" dalle continue escursioni con gli amici della UOEI, decido che è assolutamente necessario andarci partendo un po’ più tardi del solito e con la voglia di non andare troppo lontano. Parcheggio l'auto alla “sbarra” di Brumano (per la verità circa 500 metri prima per il gran “casino” di macchine che c’erano): di solito lascio la macchina in paese (Fuipiano Imagna) ma decido di non sgranchire troppo le gambe perché le sento ancora un pò imballate dopo la Val Varrone del giovedì precedente. Percorsa la strada silvo agricolo-forestale e bevuto un buon caffè all’agriturismo “Il grande Faggio”, entrando nel bosco, si sente anche a quest'ora un bel fresco: le temperature si sono notevolmente abbassate ultimamente e non sembrano quelle di agosto. Meglio così! Il percorso regala dei magnifici scorci sul Due Mani, sulle Grigne e su Morterone. Ogni tanto nella vegetazione appare anche il Resegone e...com'è lontano!! Prendendomela con calma arrivo al passo del Giuff e imbocco il sentiero per la Val Caldera seguendo le chiarissime indicazioni. La conosco avendola già fatta un paio di volte e me la ricordavo selvaggia e silenziosa. La val Caldera stupisce per il suo silenzio: sembra lontana mille miglia dalla croce di vetta piena di gente!! Vedo un sacco di uccelli (rapaci?) in volo: è bellissimo vederli planare vicino e lontano. Più avanti sento anche cadere dei sassi: guardo in alto e vedo un camoscio che si aggira tra prati e rocce. E' un sentiero molto bello e panoramico, che regala da subito magnifici scorci verso le creste del Resegone e verso il versante che da su Morterone, sulla valle Imagna e sulle Orobie. E' poco frequentato, ma merita davvero una visita, e corre in costa, tra cespugli di rododendri fioriti e molti altri fiori colorati, a metà strada tra il sentiero delle creste (per escursionisti esperti) e quello battutissimo delle Forbesette. E' alla portata dell'escursionista medio: c'è un primo passaggio attrezzato con una catena che risale un canalino scosceso e franoso, poi dopo un altro tratto panoramico in costa, si giunge alla Val Caldera vera e propria, si attraversa un costone roccioso a strapiombo piuttosto esposto ma facile, reso sicuro da una lunga catena. Poco prima di questi passaggi, un lungo "scorsone" nero mi attraversa la strada, così rapido da non lasciarmi il tempo di fotografarlo. A questo punto il sentiero attraversa una lunga pietraia tagliando in piano tutta la valle, e qui vedo da lontano altri camosci che più in alto risalgono le rocce. Il sentiero comincia a salire deciso sul costone e mi conduce, con un lungo e faticoso strappo da cui si comincia presto a  vedere la croce, proprio sotto la vetta, in prossimità del rifugio Azzoni. C'è parecchia gente in giro e fare delle foto decenti in mezzo a questa "folla", soprattutto sulla cima, non è facile. Chiedo se, per caso, il Renzi o il Salvini tengono un discorso politico: avrebbero trovato più gente qui che nelle grandi città! Neanche una nuvola che, ogni tanto, così per sbaglio, copra il sole: in compenso un bel venticello rinfresca per bene, e fa dimenticare l'afa della pianura. Non c'è l'emozione della prima volta, ma la soddisfazione per aver riscoperto questo sentiero mi riempie comunque di soddisfazione. E' sempre molto bello vedere una cima già raggiunta da un nuovo punto di vista. Resto un pò seduto li, sotto la croce, a guardare il panorama, poi vista la quantità di gente che va aumentando (è arrivato pure un numeroso gruppo di ragazzotti che fa un gran baccano! E’ proprio vero che i “coglioni” vanno sempre in coppia!!), dopo una breve sosta riposante, decido di iniziare la discesa. Si parte con il solito sentiero sassoso in cui non bisogna assolutamente inciampare; poi il sentiero entra nel bosco che, a parte brevi tratti, mi ripara dal caldo il quale, man mano scendo, si fa più intenso, e mi accompagna praticamente fino al rifugio Resegone gestito dagli amici del CAI di S. Omobono Terme. Un veloce saluto e poi riparto deciso: la stanchezza e il caldo cominciano a farsi sentire. Arrivo alla macchina sudatissimo ma soddisfatto. Mi cambio e torno purtroppo all'afa (??) di Locatello. Alla prossima.

  

Nessun commento:

Posta un commento